Dopo L’orto americano, che ha segnato il suo ritorno al genere horror, Pupi Avati riconquista il grande schermo con Nel tepore del ballo, intenso dramma intimista ambientato fra Roma e Jesolo che ribadisce, ancora una volta, la maestria del cineasta bolognese.

Massimo Ghini e Isabella Ferrari

Gianni Riccio (Massimo Ghini) è un noto conduttore televisivo pluridivorziato, tanto ammirato quanto temuto nel panorama mediatico. La sua vita scorre su binari privilegiati finché, durante un’ospitata a Porta a Porta, mentre sta chiacchierando con Bruno Vespa (che interpreta sé stesso) viene prelevato dagli agenti della Guardia di Finanza con l’accusa di riciclaggio. Riccio ha agito con leggerezza: affidandosi a un private banker per far fruttare i propri guadagni, non ha riflettuto sull’irragionevole entità dei profitti generati dai suoi investimenti. Lo scandalo finanziario lo travolge: i colleghi spariscono e lui finisce prima in carcere e poi a Jesolo, con l’obbligo di firma. Jesolo è la sua città natale e qui, figlio di una brava ragazza deceduta durante il parto e del bagnino più famoso del litorale (Raoul Bova), Gianni ha vissuto un’infanzia complessa, perdendo anche il padre prima di aver compiuto 15 anni.

Il protagonista con Giuliana De Sio

A rimanergli accanto in questo disastro sono la zia (Lina Sastri) che l’ha cresciuto fin dalla nascita e Morè (Sebastiano Somma), amico di sempre e l’unico del giro a non cedere alla tentazione d’allontanarsi per tutelare la propria reputazione. Pupi Avati, tuttavia, non si sofferma sul dramma giudiziario preferendo concentrarsi su quello umano: Gianni soffre, teme di non poter più tornare in video e mentre i fans continuano a chiedergli foto e autografi persino in prigione, i colleghi lo isolano. Le sue paure si accumulano inesorabilmente, risucchiandolo nella depressione. Con questo stato d’animo, riallaccia i contatti con la sua prima moglie, Clara (Isabella Ferrari), l’unica ad avergli scritto durante la detenzione una lettera piena di dolcezza. Anche lei è provata: sta affrontando un difficile divorzio e uno sfratto.

Nella mente del protagonista, disposto a tutto pur di recuperare il prestigio conquistato in 30 anni di carriera, prende forma l’ipotesi di sfruttarla pur di tornare in auge. L’occasione gli viene offerta dalla “ Morta ” (Giuliana De Sio), conduttrice di un programma tv che rappresenta la sua ultima spiaggia. Per la prima volta, si ritroverà a riflettere sulla propria esistenza compiendo scelte difficili ma necessarie. L’egoismo è un sentimento potente e radicato, ma può cogliere questa crisi come un’opportunità: quella di diventare un uomo migliore e non solo un presentatore migliore.

Nel tepore del ballo è un film riuscito e curatissimo nelle scenografie, nei costumi e nelle luci che sottolineano efficacemente i diversi registri emotivi del racconto. Se Massimo Ghini è impeccabile nel restituire uno sguardo smarrito e pieno di paura, Isabella Ferrari incarna con precisione la donna innamorata ma profondamente delusa, in bilico fra il ricordo del primo amore e la dura realtà. Bravissima anche Giuliana De Sio, conduttrice ” alla Barbara D’Urso ” che non si fa certo scrupoli e pur d’aumentare gli ascolti è l’unica disposta a riallacciare i rapporti con Gianni.