“ Il vino è l’anima pulsante di questo progetto. Il punto da cui tutto ha origine ”
Con questa dichiarazione d’intenti, che suona come promessa e manifesto programmatico, si aprono le porte di una delle realtà più stimolanti del panorama enogastronomico italiano. Nel cuore storico di Treviso, dove il 19° secolo vide fiorire le prime grandi industrie della fonderia metallurgica, oggi si assiste a una nuova metamorfosi liquida. Una rigenerazione che non cancella il passato, ma ne nobilita le linee geometriche e l’estetica dell’archeologia industriale per accogliere Cantina Futurista, la prima e vera urban winery del territorio.

L’idea, nata dalla visione dei fratelli Enrico e Alberto Fagotto, ha trasformato una struttura di 750 mq. nel tempio laico del gusto, dove il confine fra la produzione della materia prima e l’esperienza edonistica viene abbattuto. Distribuito fra i 600 mq. di piano terra e il soppalco di 150, lo spazio si rivolge a un pubblico adulto, consapevole, voglioso di spingersi oltre i perimetri consueti della degustazione classica.
«A partire dal prossimo settembre» anticipa Enrico Fagotto, l’enologo che guiderà la cantina interna, «gestiremo la vinificazione in città per trasformarla in etichette proprietarie utilizzando anfore e barrique». La produzione iniziale conta già 20 vini e 1 linea di bottiglie di Metodo Classico, con invecchiamento minimo di 3 anni. La proposta, dinamica, sarà basata sulla selezione delle migliori uve acquistate ogni anno da conferitori di fiducia.

Cantina Futurista, però, non è solo vino. Alberto Fagotto, che si farà carico della gestione del ristorante e del cocktail bar, dà risalto alla birra e a una linea di distillati (Gin, Bitter, Aperitivo, Amaro, Vodka, Rum Blanca e presto un Vermouth) prodotti in esclusiva come private label da ricette uniche e studiate in prima persona con collaborazioni di assoluto rilievo: ad esempio, Rossi & Rossi (Wilson & Morgan) per l’offerta di 2 whisky e 1 rum di fascia premium.

Il progetto dei fratelli Fagotto è dunque chiaro e ambizioso: «Abbiamo immaginato uno spazio dove l’eccellenza del calice dialoghi costantemente con una ristorazione d’alta gamma e una mixology d’avanguardia. Non volevamo creare solo un locale, ma un’esperienza sensoriale totale. È la nostra visione del futuro delle cantine: un luogo dove l’autenticità del saper fare incontra il gusto contemporaneo».

LA CARTA DEI VINI DI CANTINA FUTURISTA
La proposta enogastronomica del locale trevigiano è fatta di sapori decisi e di accostamenti creativi, che vedono la tradizione veneta reinterpretarsi in chiave contemporanea e sperimentale. La carta dei vini rispecchia l’anima artigianale della location, prediligendo le fermentazioni spontanee e le tecniche di macerazione.
LE BOLLICINE – La selezione di spumanti si apre con i vini ” col fondo ” come il Caneva (da uve Glera) e il Duro (da uve Durella). Se invece preferite il Metodo Classico, troverete prestigiose etichette come il Riesling Italico “Hahahahah” o il Pinot Nero “Pino“, affinato per ben 36 mesi.
BIANCHI E ORANGE – Fra i vini bianchi, si spazia da blend armoniosi di Bronner e Chardonnay, a vitigni autoctoni come la Boschera fermentata in acciaio e barrique. Nota di merito per i vini macerati (orange wine) come il Sovinier Gris lasciato a contatto con le bucce per 40 giorni, o il Famoso da lieviti indigeni macerato per 45 giorni.
I ROSSI – La proposta è altrettanto variegata: sia vini freschi vinificati in acciaio come il Pinot Nero chiamato Ombra Rosso, sia etichette più strutturate e invecchiate in legno come il Sangiovese romagnolo Amen o il blend di Merlot, Cabernet e Marzemino denominato Moro. Menzione speciale per il 1/2 Pieno: particolare Sangiovese passito lavorato con il metodo Solera.
