L’America perde una delle sue icone più trasversali e amate: Dolly Rebecca Parton, scomparsa lo scorso 25 agosto 2026 a 80 anni. Eppure, la sensazione è che la leggendaria cantautrice di Pittman Center, nel Tennessee, non se ne sia andata per davvero, ma abbia dato il via all’ennesimo, spettacolare capitolo della sua carriera. Dolly Parton lascia infatti un’eredità di oltre 100 canzoni inedite e una gemma intitolata My Place In History: registrata 10 anni fa e custodita come fosse un segreto di Stato, potrà essere ascoltata non prima del 19 gennaio 2046, giorno in cui la vocalist avrebbe compiuto 100 anni. Un piano d’azione, insomma, che consentirà di proseguire la sua carriera discografica nei decenni a venire.

Dolly Parton’s SongTeller Hotel

Fra una manciata di giorni, invece, verranno inaugurati a Nashville il Dolly Parton’s SongTeller Hotel (14 settembre) e il Dolly’s Life Of Many Colors Museum (29 settembre), mentre il 13 settembre, in occasione della National Truck Driver Appreciation Week debutterà il Dolly’s Tennessean Travel Stop.

«Gran parte della mia vita l’ho trascorsa in viaggio, soprattutto a bordo di un autobus», ha dichiarato Dolly. «Gli anni trascorsi a frequentare tavole calde, aree di sosta per camionisti e punti di ristoro lungo la strada mi hanno fatto capire cosa desiderano i viaggiatori durante i loro spostamenti. Che tu sia alla guida di un camion, di un autobus o di un’auto, cerchi un luogo che ti faccia sentire come a casa. E ti ricarichi per il resto del viaggio. Credo che colmeremo una lacuna lungo le autostrade, portando con noi il cuore e l’anima del Tennessee».

Dolly’s Life Of Many Colors Museum

Ma non finiscono qui le iniziative per non far dimenticare l’icona della country music. Oltre alla programmazione dello show natalizio Dolly On The Holly, il 15 settembre inizierà la vendita online delle dolls ufficiali e già si parla di una linea di bijoux griffati Kendra Scott; il lancio di appetitosi snack per cani; di Dolly: From My Heart To Your Home, la collezione di articoli per la casa country-chic con motivi iconici come le farfalle, la chitarra e i dischi in vinile; dello spettacolo di Broadway intitolato Dolly: A True Original Musical previsto il 19 gennaio 2027, giorno del suo 81° compleanno. Nel frattempo, su Netflix, c’è la serie tv Dolly Parton: Le corde del cuore, creata nel 2019 da Patrick Sean Smith, che racconta in 8 episodi altrettante sue canzoni: da Jolene fino a These Old Bones.

La quarta di 12 fratelli, cresciuta in una famiglia contadina che faticava a sbarcare il lunario, la Parton non ha mai dimenticato le sue modeste origini. È la madre a confezionarle con gli scarti di tessuto quel cappottino che avrebbe ispirato nel 1971 la celebre canzone Coat Of Many Colors. Nella Chiesa Pentecostale del nonno predicatore, invece, ha modo di apprendere l’arte degli spiritual. Il debutto del 1965 con la bubblegum music del singolo Happy, Happy Birthday Baby si rivela un fiasco fra i teenagers, ma il suo talento d’autrice emerge fin da subito con brani da Top 10 scritti per altri interpreti, fra cui Put It Off Until Tomorrow (Bill Phillips) e Fuel To The Flame (Skeeter Davis).

La svolta arriva nel 1967, mettendo a frutto l’anima country con Dumb Blonde e Something Fishy, apripista per l’Lp d’esordio Hello, I’m Dolly. Nello stesso periodo, il sodalizio artistico con il cantante statunitense Porter Wagoner nel suo spettacolo televisivo – The Porter Wagoner Show – le assicura la definitiva visibilità facendole ottenere un contratto discografico da solista con la RCA e 6 anni di successi in coppia. Nel 1973 coglie il successo planetario con Jolene, singolo estratto dall’omonimo album.

Disperata preghiera da annoverare fra i pezzi country più celebri e iconici (è al 63° posto fra le 500 migliori canzoni di sempre secondo la rivista Rolling Stone), verrà negli anni ripresa da Beyoncé, da Olivia Newton-John, dai White Stripes e da Miley Cyrus, mentre 2 versioni italiane verranno incise dai Måneskin e da Madame. In più di 60 anni d’attività, Dolly Parton ha portato 25 singoli al 1° posto delle classifiche country, 9 album e ha venduto nel mondo oltre 100.000.000 di dischi, affermandosi come l’unica artista country ad aver raggiunto la prima posizione nella Billboard Hot 100 per 4 decenni consecutivi.

In un ambiente discografico a lungo dominato dai maschi, Dolly ha dimostrato un enorme talento imprenditoriale gestendo direttamente il proprio catalogo musicale, i suoi show e la sua società di produzione cinetelevisiva debuttando sul grande schermo accanto a Jane Fonda e a Lily Tomlin nel film Dalle 9 alle 5… orario continuato diretto da Colin Higgins (1980). I guadagni le hanno consentito d’investire nel parco acquatico Dollywood’s Splash Country, nel DreamMore Resort and Spa e di fondare la Dolly Parton’s Imagination Library, dedicata al padre che non sapeva leggere, attraverso la quale ha destinato più di 300.000.000 di libri ai bambini di tutto il mondo. Pur non avendo avuto figli per scelta, insieme al marito Carl Dean sposato nel 1966 ha aiutato a crescere a Nashville fratelli, sorelle, nipoti e pronipoti.

Con la sua inconfondibile chioma platinata, lo scintillìo degli strass e una generosità fuori dal comune, Dolly Parton lascia un segno indelebile nell’immaginario collettivo, dimostrando che si può conquistare il mondo senza mai dimenticare da dove si è partiti.