Si è rivelata una delle voci più trasformative del jazz contemporaneo, Cassandra Wilson (1955–2026). Colei, cioè, che è riuscita a trasformare la scelta del repertorio in un atto critico; e la propria vocalità, in un sofisticato strumento collegato all’improvvisazione. Un timbro caldo, fluido e avvolgente, intriso del profondo suono blues tipico delle sue radici bagnate dal Mississippi.
Cassandra inizia fin da giovanissima a esplorare la musica attraverso il pianoforte e la chitarra. Negli anni 70 vive le prime esperienze live militando in formazioni dalle differenti sfaccettature stilistiche, ma la svolta arriva nel 1982 con il trasferimento a New York dove collabora con il bassista Dave Holland, incontra il sassofonista Steve Coleman e diventa la voce ufficiale del collettivo d’avanguardia M-Base. Nel 1985 dà il via alla carriera solista firmando per l’etichetta discografica tedesca JMT (Jazz Music Today) con cui effettua le prime incisioni prendendo parte a progetti di altri nomi di punta del jazz sperimentale.

Cassandra Wilson
(1955-2026)
In seguito cambia rotta – in modo inaspettato ma deciso – legandosi alla storica Blue Note per inaugurare una stagione d’oro improntata sulle radici della musica americana. L’album d’esordio, Blue Light ‘Til Dawn del 1993, conquista fin da subito la critica e il pubblico grazie alla fusione blues del Delta con le rivisitazioni intime e acustiche di autori quali Robert Johnson, Van Morrison, Joni Mitchell. Il successivo New Moon Daughter (1995) non fa che confermare la maturità di questa linea stilistica, arricchita da cover dei Monkees e di Neil Young, che le fanno vincere un Grammy Award nella categoria Best Jazz Vocal Performance.

Negli anni successivi la produzione discografica si arricchisce di lavori fondamentali: da Traveling Miles (1999), raffinato tributo a Miles Davis; a Belly Of The Sun (2002), registrato in una vecchia stazione ferroviaria del Mississippi per catturare l’intrinseca spiritualità della sua terra d’origine. Nel 2009 Cassandra ottiene il 2° Grammy con Loverly (Best Jazz Vocal Album); nel 2010 presta la sua voce al brano My Love And I del Charlie Haden Quartet, inserito nell’Lp Sophisticated Ladies.
La sua discografia, che conta 22 album fra incisioni in studio, registrazioni dal vivo e progetti speciali, si conclude nel 2015 con Coming Forth By Day, l’intenso e oscuro omaggio a Billie Holiday nel centenario della sua nascita.

Per quanto riguarda la sfera privata, Cassandra Wilson si sposa nel 1981 con Anthony Wilson (nei tardi anni 80 nasce il figlio Jeris), nel 2000 si sposa nuovamente con l’attore e regista ivoriano Isaach de Bankolé, che la dirige nel film concerto Traveling Miles: Cassandra Wilson. Nonostante il periodo trascorso a New York, dove ha abitato in uno storico appartamento appartenuto al pianista Count Basie e alla vocalist Lena Horne, Cassandra ha mantenuto un forte legame con le proprie origini trascorrendo gran parte della vita a Jackson, la sua città natale.
Un continuo ritorno a casa, il suo. Un cerchio perfetto che dall’intreccio di note del Mississippi l’ha condotta ai vertici del jazz mondiale, per poi riabbracciare la terra da dove tutto era iniziato. Con la sua scomparsa perdiamo una donna immensa, che ha tradotto il silenzio in poesia e il blues in una forma di preghiera laica. Vivrà per sempre la sua voce profonda e carnale, destinata a risuonare come un’eco calda e immortale.
