Dopo l’esperienza di Slice e de Il Capanno, Cristiano Giacometti ha aperto a Ostia Lido Duilio, il nuovo progetto di ristorazione che amplia il significato di ospitalità. Aperto dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 24, è un ristorante ma anche una casa di quartiere pensata per accogliervi oltre il tempo del pasto. Un luogo aperto dalla colazione al dopocena dove la cucina diventa il punto di partenza per costruire relazioni, condividere esperienze, creare nuove occasioni d’incontro.
Duilio affonda le proprie radici nella memoria del territorio. Lo storico stabilimento (costruito fra il 1936 e il 1939 dall’architetto razionalista Luigi Moretti) oggi conosciuto come Il Capanno, portava infatti questo nome in riferimento al Lungomare Duilio e alla figura del console romano Gaio Duilio, protagonista della prima vittoria navale di Roma.

Cristiano Giacometti
Situato all’interno di un ex ristorante completamente ripensato, si sviluppa su circa 200 mq. con 60 coperti e ulteriori posti a sedere esterni, previsti con l’estensione degli spazi. Il progetto è firmato dall’architetto Fabrizio Lentini, che ha interpretato il desiderio di Giacometti di creare un ambiente che facesse sentire ogni ospite immediatamente a proprio agio. L’ispirazione è quella di un’abitazione immaginaria, costruita come un set cinematografico composto da ambienti che evocano ricordi condivisi: la sala da pranzo, il soggiorno con il grande televisore, gli spazi riservati alla convivialità domestica.

Elemento centrale è il grande bancone a isola in travertino, concepito come punto d’aggregazione e di condivisione mentre una linea gialla, pensata come il tratto di un evidenziatore, attraversa il locale terminando in un arco che accompagna il cliente nel passaggio fra le diverse atmosfere. Gli arredi non appartengono a un’epoca ben precisa, non cercano effetti nostalgici e tantomeno contemporanei. Il loro scopo è un altro: consentire a ognuno di noi di ritrovarsi nel suo tempo.

Duilio nasce dalla convinzione che l’ospitalità, oggi, possa svolgere un ruolo più ampio del solo mangiare bene. Perciò all’offerta gastronomica si affiancano attività culturali, formative e creative, gratuite, per generare valore per il quartiere restituendo ai cittadini 1 spazio da vivere in libertà. Si può entrare per una colazione, fermarsi a pranzo, cenare, partecipare a un laboratorio o a un corso. Semplicemente restare, senza che il valore del tempo trascorso venga misurato da ciò che si consuma. L’ambizione è diventare un luogo aperto ai giovani professionisti, agli artisti, agli artigiani, agli psicologi, agli educatori e ai creativi desiderosi di condividere le competenze, le idee, i percorsi formativi fruibili a ogni età.

La proposta gastronomica è affidata agli chef Davide Carmina ed Emanuele Ali, già protagonisti della cucina de Il Capanno. La filosofia è quella di una cucina immediata e riconoscibile, costruita attorno ai piatti del giorno, alle preparazioni della memoria e a un’idea di semplicità intesa come scelta consapevole. Parte del menù nasce anche dal dialogo con il pubblico, attraverso i social networks, a condividere i ricordi, i sapori e le pietanze che evocano esperienze personali e collettive. Duilio ha poi scelto di mantenere una proposta accessibile e coerente con la propria vocazione di luogo aperto e inclusivo.

Mozzarella in carrozza
Fra gli antipasti troverete la mozzarella in carrozza e salsa di alici (€ 8) e le polpettine al sugo (€ 8). Fra i primi piatti, la carbonara con gli spaghetti Felicetti (€ 12) e la cacio e pepe con zucchine alla scapece (€ 12), interpretazione che unisce un grande classico romano alle suggestioni della cucina mediterranea. Fra i secondi, l’involtino al vino bianco (€ 12) e l’ossobuco con il purè (€ 14) in una proposta che mette al centro una cucina rassicurante, conviviale, legata al concetto di casa. Infine, con i dolci c’è solo l’imbarazzo della scelta fra tiramisù, torta della nonna e zuppa inglese (€ 5).

Spaghetti alla carbonara
