Nel docufilm Aldo Giovanni e Giacomo – Attitudini: nessuna, la regista Sophie Chiarello riunisce il trio comico che ha caratterizzato più di 30 anni di spettacolo italiano. La scelta non sorprende: Chiarello aveva già lavorato con Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti come assistente alla regia di film amatissimi dal pubblico: Chiedimi se sono felice (2000), La leggenda di Al, John e Jack (2002), Tu la conosci Claudia? (2004) e La Banda dei Babbi Natale (2010). In prima persona, ha invece diretto nel 2006 il cortometraggio Un filo intorno al mondo.

Giacomo Poretti, Aldo Baglio e Giovanni Storti con la regista Sophie Chiarello

Questa è la storia di una grande amicizia nata nella Milano operaia degli anni 60 e 70. Aldo e Giovanni crescono come vicini di casa in una città in trasformazione, attraversata dalle prime grandi migrazioni dal Sud e da un fermento sociale in continuo movimento. Compagni di scuola poco inclini allo studio, si allontanano per poi ritrovarsi quando, da giovani adulti, scelgono la Scuola di Melodramma del Teatro Arsenale per studiare danza mimica. Sono anni di ricerca, di pochi mezzi e di molte invenzioni, scanditi  dalla voglia di trovare un linguaggio artistico fuori dagli schemi abituali.

A pochi chilometri di distanza, Giacomo cresce fra l’oratorio e la fabbrica, coltivando il teatro come passatempo prima ancora che come ipotesi futura. Per un attimo sfiora la carriera di infermiere, ma il richiamo del palcoscenico diventa più forte e lo porta a diplomarsi nella stessa scuola frequentata da Aldo e Giovanni. In quel periodo si esibisce con la sua compagna, Marina Massironi, che entrerà a pieno titolo nelle prime esperienze del trio.

Attitudini: nessuna ci conduce idealmente nei quartieri, nelle strade, nelle scuole, nelle case che raccontano una Milano assai diversa da quella di oggi. Sicchè in auto o in bicicletta, fra aneddoti e confidenze, Aldo, Giovanni e Giacomo ci mostrano con un pizzico di nostalgia i posti che hanno scandito le loro vite. Nel percorso riaffiorano figure fondamentali della loro formazione: i maestri dell’Arsenale, Gino e Michele, Paolo Rossi, la Gialappa’s Band, Marina Massironi, Paola Galassi e Arturo Brachetti. Ognuno testimone di una fase della loro crescita artistica.

Il docufilm alterna immagini d’archivio, sketch che hanno fatto storia e momenti di riflessione, ripercorrendo l’evoluzione dei 3:  dai primi passi televisivi, alle partecipazioni al Circo di Paolo Rossi, fino alla consacrazione televisiva e al successo cinematografico. E loro, con la consueta autoironia, non evitano di raccontarci errori, debolezze e passi falsi, affrontando anche il periodo in cui decisero di prendersi una pausa. C’è Aldo che ritorna in Sicilia per dedicarsi alla pittura; c’è Giovanni, impegnato via Instagram a disquisire di cambiamenti climatici e di quanto per tutti noi sia importante la natura; c’è Giacomo, che continua a recitare in palcoscenico.

Quello che alla fine emerge è la sincerità, la gratitudine, l’affetto reciproco. Non pretende certo di dare risposte sul futuro del trio, Attitudini: nessuna, ma come fosse una porta socchiusa lascia aperta una possibilità. Se li avete amati e continuate ad amarli, questo filmato è già di per sè una promessa.