Fantasy con alcuni elementi semiautobiografici, Il ragazzo e l’airone ci mostra non pochi avvenimenti tratti dall’adolescenza di Hayao Miyazaki, il regista, sceneggiatore, fumettista e animatore giapponese.

Il titolo originale, Kimitachi wa Do Ikiruka, significa Tu come vivi? ed è tratto dall’omonimo romanzo di Genzaburo Yoshino, regalato a Miyazaki da sua madre quando era 12enne.  Farne un lungometraggio si è rivelato una grande sfida rallentata da molte difficoltà, come l’annunciato ritiro dalle scene del regista, nel 2013, durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La trama. Mahito ha perso la mamma in un devastante incendio a Tōkyō. Quel ricordo è ancora fresco, la guerra sta infiammando il Pacifico e Mahito è costretto a trasferirsi, con papà Shoichi, fuori dalla capitale giapponese. Una nuova vita li attende alla Gray Heron Mansion, una grande villa immersa nella rigogliosa campagna. Qui fa la conoscenza di Natsuko, sorella minore di sua madre e nuova compagna del padre da cui aspetta un figlio.

Fatica a gestire i sentimenti e a comprendere le situazioni che si trova a dover vivere, Mahito. E non ha alcuna intenzione di frequentare la nuova scuola, al punto da ferirsi in testa per evitare di doverci tornare. Durante la lunga convalescenza, un airone grigio (si rivelerà un mutaforma) bussa alla sua finestra tentando più volte di farsi seguire in zone oscure e proibite, affermando che sua madre è viva e lui sa dov’è.

La villa è gestita da alcune vecchine piene di spirito e con un mucchio di racconti da riferire al nostro protagonista, che viene così a sapere del prozio che un giorno scomparve nel nulla, addentrandosi nelle stesse zone dove l’airone vorrebbe spingerlo.

Una volta guarito, Mahito è determinato a vendicarsi al punto da inseguire l’airone, per ucciderlo, fino a una torre abbandonata dove accadono parecchie cose strane. All’improvviso, si ritrova in un universo dove la vita e la morte coesistono: lui e l’uomo-airone, destinato a guidarlo in quel mondo misterioso, decidono di scoprire cosa si nasconde dove non sembrano più esserci equilibrio e tantomeno controllo.

Cartone animato sublime, di crescita personale e di magia, Il ragazzo e l’airone ha il suo punto di forza nei disegni di Hayao Miyazaki, davvero unici nel loro genere, e nelle storie che ci racconta con grande maestrìa. A 82 anni, riesce ancora a farci sognare a occhi aperti di mondi paralleli dove vita e morte, spazio e tempo, sogno e realtà sono semplici congetture. Ciò che davvero conta, è la formulazione di un messaggio positivo che consenta di affrontare nel miglior modo possibile le asperità che ci riserva la vita.