«Uno dei luoghi migliori al mondo si trova lontano da tutto. Si chiama Cap Ferret e ora, qui, c’è Villa Colette».
Cap Ferret, la penisola francese situata nella Nuova Aquitania fra l’Oceano Atlantico e il Bassin d’Arcachon, si riflette nelle parole pronunciate da Philippe Starck che illustrano la villa sull’idilliaca baia dove l’architetto e designer parigino ha dato vita alla visione dell’imprenditore francese Laurent Taïeb. Nella piazza del villaggio, dietro le mura della sua elegante architettura neo ottocentesca, Villa Colette svela un mondo ultra raffinato.

Il ristorante, per cominciare, incanta e sorprende. Ideato dallo chef Benjamin Six, il menù rende omaggio alla cucina internazionale, ma interpretata in modalità fusion. Il pescato del mattino, ad esempio, dialoga con cibi che provengono da altre latitudini. Con le sue gallerie di specchi, i ritratti nascosti e le scintillanti posate d’argento, l’arredo fa da cornice a un’esperienza unica sotto un tetto di vetro illuminato dalla luce del sole o dal luccichìo delle stelle.

Il bar, è invece un boudoir dalle tonalità giallo limone con soffici divani, una stufa a legna e un pianoforte in legno pregiato. Durante la giornata, si susseguono rituali irrinunciabili: un caffè ammirando la baia, il tè dopo un giro in barca su una tradizionale ” pinasse “, una partita a backgammon davanti al camino… Poi, al calar della sera, un cocktail accompagnato dal dolce suono del pianoforte. È qui che gli amici si ritrovano, condividendo la convivialità.

Se poi ogni camera e ogni suite amplifica questa delicata, avvolgente esperienza cromatica, i giardini privati, i balconi e le terrazze si aprono sulla baia, sulla pineta e sul cuore del borgo. Sfumature di rosa cipria, arredi in mogano, confortevoli sale da bagno e una serie di fotografie legate al Surrealismo, contribuiscono infine a creare un’atmosfera onirica. Qui, più che all’esterno, fra sogno e realtà la mente si mette a vagare e gli occhi non possono che sorridere alla vita, poiché a Villa Colette l’eleganza si nasconde in ogni suo dettaglio.

© Julius Hirtzberger
