Esordio alla regia di Molly Manning Walker, nel 2023 How To Have Sex ha vinto nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes ed è risultato miglior film rivelazione agli European Film Awards (EFA).

La disinibita Skye (Lara Peake), la studiosa Em (Enva Lewis) e la fragile Tara (Mia McKenna-Bruce) sono 3 adolescenti che decidono di godersi una vacanza a Malia, sull’Isola di Creta, con uno scopo ben preciso nella testa: scatenarsi tra festini, superalcolici, più sesso possibile e nessun pensiero di ciò che le attenderà una volta rientrate in Inghilterra. Per la prima volta lontane dai genitori e libere da ogni freno inibitorio, alloggiano in un albergo con piscina e si sentono padrone del mondo. Tant’è che appena arrivate a destinazione, le ragazze fanno amicizia con i loro vicini di balcone e fra una sbronza e l’altra vivranno situazioni emotivamente complicate.

Durante la settimana Skye cerca di sminuire Tara agli occhi dei nuovi amici, quest’ultima avverte sempre più forte la pressione di perdere la verginità mentre Em, la più matura delle 3, sembra avere l’improbabile capacità di navigare sicura in quel mondo fatto di esagerazioni, make up eccessivi e abiti assurdamente scomodi. In un susseguirsi di party che esaltano il sesso e considerano le persone (uomini o donne che siano) meri oggetti erotici, Tara, Em e Skye galleggiano fino alla conclusione della vacanza quasi sempre ubriache.

Esplorando senza filtri il mondo dei teenagers e raccontandone gli eccessi ma anche le fragilità e le insicurezze, Molly Manning Walker è riuscita a realizzare un film visto delle ragazze, senza alcun atteggiamento giudicante e con uno sguardo che titilla pure i maschi. Quello adolescenziale, ben sappiamo, è un mondo difficile fatto di emozioni complicate e di confusione mentale: si fugge dall’infanzia senza essere ancora adulti; la pressione sociale sul sesso e gli ormoni impazziti, tipici di quell’età, non sono certo i migliori consiglieri e spesso ci si ritrova coinvolti in situazioni che non si vorrebbero mai vivere.

La regista Molly Manning Walker

Per sottolineare l’evoluzione sentimentale che tiene in ansia Tara, è fondamentale il sound design di Steve Fanagan in un intreccio dove la musica e i conati di vomito la fanno da padroni, mentre i silenzi vengono sapientemente utilizzati per sottolineare gli stati d’animo. Tara prova in tutti i modi a rivestire il ruolo di festaiola ragazza senza pensieri, ma non sembra proprio esserne capace fino in fondo. Il sesso, ad esempio, alla prova dei fatti non è poi così fantastico come descritto dalle amiche. Da qui il dubbio di essere quella sbagliata, perché se per tutti è favoloso…