Carlo (Stefano Accorsi) ed Elisa (Miriam Leone) si sono amati molto, fin dal primo giorno. Vivono a Roma e sono una coppia rodata, il cui unico cruccio è di non essere mai riuscita ad avere figli. Lui è un professore universitario di Filosofia Morale e autore di un bestseller rimasto, per ora, senza seguito. Lei è una stimata giornalista di Vanity Fair, i cui articoli compaiono anche nell’edizione americana del magazine.

Claudio Santamaria e Stefano Accorsi
Durante l’ultimo colloquio con il suo direttore, però, Elisa si sente dire che dovrebbe prendersi una pausa; cambiare sguardo sulle cose, poiché i suoi articoli non hanno più la forza di una volta. La donna, inoltre, avverte che anche qualcosa nel suo matrimonio non funziona più come prima ed è preoccupata che la continua ricerca di una gravidanza possa allontanarla ulteriormente dal marito. Carlo, dal canto suo, si tiene impegnato facendo molto sport: corre ogni giorno e poi si dedica alle trazioni in soggiorno. Il nuovo romanzo fatica ad arrivare e lui si è quasi convinto di aver già sparato l’unica sua cartuccia. Particolare tutt’altro che secondario: da mesi intrattiene una relazione extraconiugale con la giovane Blu (Beatrice Savignani), studentessa di Filosofia e cameriera nel ristorante dove spesso lui cena con Elisa e gli amici di sempre.

Margherita Pantaleo, Miriam Leone, Santamaria, Accorsi e Carolina Crescentini
Ignara di tutto, Elisa propone un viaggio a Tangeri sulle orme dei grandi scrittori che lì hanno cercato (e trovato) l’ispirazione che tanto manca a Carlo, cogliendo anche l’occasione per cambiare il proprio sguardo sul mondo. Alla vacanza si uniscono Paolo (Claudio Santamaria), amico di una vita, la moglie Anna (Carolina Crescentini) e la figlia adolescente Vittoria (Margherita Pantaleo), che ha una cotta per il bel Carlo. Chissà che Tangeri non rappresenti un punto di svolta nelle loro vite…

Beatrice Savignani
I primi giorni in Marocco sono un toccasana per Carlo ed Elisa, che si riscoprono innamorati e felici come ai bei tempi. La lontananza da Blu è sufficiente affinchè Carlo dimentichi l’amore giurato alla giovane amante e si dedichi completamente alla donna con cui ha condiviso gran parte della vita. Per Paolo e Anna, invece, le cose vanno diversamente: litigano di continuo, fra reciproche recriminazioni. Anna è ossessionata dalla figlia adolescente, che tratta ancora come una bambina; Paolo assiste inerme, incapace di reagire alle angherie della moglie e alla rabbia di Vittoria. A rendere ancora più turbolente le acque marocchine arriva Blu, che alloggia nell’hotel accanto al riad di Carlo e che, poco alla volta, fa notare la propria presenza convinta che l’amante stia per lasciare la moglie e iniziare una nuova vita con lei.
Diretto da Gabriele Muccino, Le cose non dette è l’adattamento cinematografico del romanzo Siracusa di Delia Ephron, che insieme al regista è anche cosceneggiatrice del film che segue un copione ormai sfruttato: litigate furiose, corse a perdifiato, concitazione costante, ripensamenti e pentimenti, proprio come nella maggior parte delle pellicole ” mucciniane “. Anche il messaggio è sempre quello, da più di 20 anni: gli uomini d’oggi sono un disastro, egoriferiti e incapaci di maturare; oppure castrati dalla virago di turno. Le donne, invece, o sono sante (come l’ingiustamente tradita Elisa) o sono instabili, come Anna, che mostra evidenti fragilità.

Se anche volessimo sorvolare sull’ennesima variazione della medesima trama che si ripete dal 2001, è lo stesso Muccino a enfatizzare il déjà-vu chiamando Accorsi a reinterpretare il personaggio che l’ha lanciato ne L’ultimo bacio, solo più adulto. Un libro che Carlo e Blu si passano di mano come accadeva con il Siddharta ne L’ultimo bacio; o il messaggio dell’amante in bagno che rimanda direttamente a Ricordati di me. Un lungo elenco di situazioni già viste, in cui cambiano le età dei protagonisti ma non la visione che il regista ha di loro e che si ostina a voler imporre a noi spettatori.
La colonna sonora e l’omonima canzone originale interpretata, composta da Mahmood, prodotta e diretta da Paolo Buonvino, rappresentano invece un commento musicale di grande qualità e, insieme alla bravissima Margherita Pantaleo, costituiscono forse le uniche note davvero fresche di 1 film già visto e già recitato.
