Talento eclettico capace di spaziare con disinvoltura dal teatro al cinema, dalla musica al doppiaggio, JamesTimCurry ci ha lasciati lo scorso 25 agosto. La consacrazione del multiforme artista inglese nato nel 1946 a Grappenhall, nella contea del Cheshire, piomba nel 1975 come un fulmine a ciel sereno con il cinematografico The Rocky Horror Picture Show, il musical diretto da Jim Sharman tratto dalla pièce teatrale di Richard O’Brien (1973).

Nei panni dello scienziato “ en travestiDr. Frank-N-Furter, Curry entra di prepotenza nella leggenda, complici le lodi sperticate di David Bowie e di Mick Jagger, spesso imitato in maniera sublime. Fra corsetti, calze a rete, tacchi vertiginosi e labbra rosso sangue, porta sul grande schermo un’emancipata messa in scena della bisessualità. La sua performance viene vissuta come un atto dall’eccentrico avanguardismo che oggi viene riconosciuto, tramite lo slogan Don’t dream it, be it, come una profetica pietra miliare della gender fluidity e della cultura LGBTQIA+.

Molti altri, però, sono stati i ruoli interpretati con l’abituale versatilità: dal viscido gestore di un orfanotrofio nel film Annie del 1982, al malefico Signore delle Tenebre e all’arguto maggiordomo Wadsworth in Legend e in Signori, il delitto è servito, usciti nel 1985. E ancora, il calarsi nei panni di un professore di linguistica (Oscar, 1991) e del Cardinale Richelieu (I tre moschettieri, 1993). Altri blitz nell’immaginario collettivo: l’inquietante clown Pennywise nella serie televisiva It (1990) e le partecipazioni in Caccia a Ottobre Rosso (1990), Mamma, ho riperso l’aereo (1992) e La Famiglia Addams si riunisce (1998).

Dotato di una voce possente e profonda – ascoltatelo please in Sweet Transvestite, Charles Atlas Song, Planet Shmanet Janet e I’m Going Home dalla colonna sonora di The Rocky Horror Picture Show – Tim Curry ha pubblicato fra il 1978 e il 1981 per la A&M Records gli album Read My Lips, Fearless e Simplicity. Doppiatore altrettanto meticoloso e impeccabile, ha dato voce all’organo a canne Maestro Forte nel film d’animazione La bella e la bestia – Un magico Natale (1997); al Generale Von Talon, falco spietato di Valiant – Piccioni da combattimento (2005); al personaggio di Sheev Palpatine (Star Wars: The Clone Wars, 2008) e al droide S.I.R., della multinazionale aliena X-S Tech, nell’ExtraTERRORestrial Alien Encounter in cartellone al Walt Disney World Resort di Orlando, in Florida.

Nelle 304 pagine di Vagabond – A Memoir, l’autobiografia ufficiale edita da Grand Central Publishing e pubblicata nell’autunno del 2025, l’attore ha annotato quanto in un passato remoto gli attori fossero considerati dei girovaghi fuorilegge. Un modo di vivere da lui stesso condiviso, in totale libertà e oltre ogni pregiudizio. A tal proposito, la storia del trasgressivo Frank-N-Furter si conclude proprio con la famosa battuta pronunciata dal criminologo/narratore, secondo cui la razza umana è l’equivalente di quegli insetti che strisciano sulla superficie del pianeta Terra, ” persi nel tempo, nello spazio e nel significato “. Riposa in pace, adorato Tim.