Prima Pagina

Night Crawling a New York. John Cale “incontra” David Bowie

80 primavere compiute lo scorso 9 marzo e non sentirle. Perlomeno dal vivo, giacchè John Cale sta oliando voce, viola e tastiere in previsione del tour che fra ottobre e novembre lo porterà a esibirsi nel Regno Unito. Tutt’altro discorso in studio, dal momento che gli ultimi album dell’ex Velvet Underground risalgono al 2012 (Shifty Adventures In Nookie Wood) e al 2016 (M:FANS, rivisitazione in chiave elettronica di Music For A New Society), mentre tenui cenni di risveglio si sono succeduti nel 2020 con il featuring nel brano Corner Of My Sky della musicista elettronica gallese Kelly Lee Owens e con il solitario turbinìo sonoro di Lazy Day.

John Cale

Dopodichè così, di punto in bianco, salta fuori il drumming jazzato, lo scintillìo pianistico e il respiro synthetizzato dell’andirivieni soul di Night Crawling, con un Cale decisamente in stato di grazia with a little help from Deantoni Parks, già batterista dei Mars Volta; e Dustin Boyer, il singer-songwriter e chitarrista che dal 2005 è presenza fissa nella sua band. Il tutto accessoriato da un video a cartoni animati firmato da Mickey Miles, in perfetto stile blaxploitation, con il nostro di bianco vestito che nottetempo vaga per New York in sorprendente compagnia di un David Bowie avvolto in una tabagistica nuvola di nicotina.

«C’è stato un periodo, più o meno alla fine degli anni 70, in cui David e io ci siamo frequentati proprio a New York», dichiara il gallese. «Ipotizzavamo di fare qualcosa insieme, ma ogni volta finivamo per andarcene in giro senza riuscire a trattenere un solo pensiero in testa. Figuriamoci se saremmo riusciti a incidere uno straccio di canzone! Una di quelle sere, in compenso, ho insegnato a David una parte di viola affinchè ci potessimo esibire in un concerto benefico suonando Sabotage». Cale, ovviamente, si riferisce a The First Concert Of The Eighties, nell’ottobre del 1979, con Philip Glass e Steve Reich.

Ma torniamo a quell’impossibilità d’incidere insieme una canzone. In realtà (riporto fedelmente quello che John Cale mi disse il 10 aprile 1997, all’Orfeo di Milano prima del concerto che promozionava l’album Walking On Locusts), «nel 1979 abbiamo deciso di registrare qualcosa. Ne sono usciti 2 pezzi (per la gioia dei cacciatori di bootlegs, n.d.r.): Velvet Couch e Piano-La. Poi, chissà, qualcuno ha rubato i nastri ed è finito tutto lì. Ma quelli erano tempi strani, poco affidabili…».

In buona sostanza, Night Crawling «riflette su quei particolari momenti. Su quel genere di New York che stringeva l’arte in pugno, abbastanza forte da riuscire a proteggerla e sufficientemente pericolosa da renderla interessante».

Trascorsi questi 2 anni pandemicamente infernali, John Cale può finalmente dirsi «felice di condividere un assaggio di ciò che sta per accadere». Più che mai fiduciosi, allora, attendiamo il suo prossimo disco.

Share: