Stavo cercando note biografiche sulla pagina facebook di Enrico Frambati aka DJ Frambo, che chiuderà giovedì 28 luglio la rassegna Joevinyle Showcase – Music in the Street, quando a catturare (divertendo) la mia attenzione è stata questa frase: “Fisicamente perfetto, e sicuramente più bello”.

«L’ha pronunciata Beppe Loda, che considero il mio maestro. Merito suo se ho imparato a fare il disc jockey. È successo che lui continuava a battezzarsi come “il più bello” e io a ribadirgli che non era vero: semmai il top ero io e in effetti, quando ho cominciato, pesavo 72 chili e facevo nuoto agonistico».

Come hai conosciuto Beppe?
«A 18 anni, una domenica pomeriggio, fuori dal Typhoon di Gambara, vicino Brescia. È sceso dalla sua Volvo 760, mi ha chiamato e mi ha detto: “Scusa, puoi darmi una mano a portare dentro i dischi?”. Eravamo in tanti, eppure ha scelto proprio me. Prima di incontrarlo, fra l’altro, ho conosciuto altri dj al Mistral Set di Parma, dove compravamo i dischi per fare le serate».

Vuol dire che facevi già il disc jockey?
«Al Cat di Colorno, nel parmense. Avevo 13 anni e nei miei DJ Set ogni tanto mi capitava di “rallentare” Papa’s Got A Brand New Pigbag e Orfeu Negro, oltre a proporre pezzi technopop della British Electric Foundation».

Tornando a Beppe Loda?
«Un giorno mi ha chiamato proponendomi di andare in consolle al Typhoon e da lì, seguendo il suo modo di mixare, è iniziato tutto».

Mi sa tanto che con la musica ci sei cresciuto…
«Certo. Ho studiato per un paio d’anni la tromba in Conservatorio e ho cantato in una corale. Ma i miei ricordi più belli risalgono a Ok Frambati, l’orchestra di mio padre che suonava a orecchio la fisarmonica. Aveva iniziato nel 1945, durante la Liberazione, eseguendo per i soldati americani i boogie woogie di Glenn Miller. Il giorno della mia nascita si stava esibendo al Casinò di Campione d’Italia e quando da piccolo mi è capitato di seguirlo con l’orchestra, a San Pancrazio abbiamo avuto un incidente stradale e sono finito con la testa dentro al tamburo facendo infuriare Radames, il batterista che di lavoro faceva l’imbianchino».

Domanda canonica: ti ricordi i primi dischi che hai acquistato?
«Walking On Music della Peter Jacques Band, un Lp dei Parliament e Capito?, il 45 giri dei Gatti di Vicolo Miracoli. Ci stava ogni tanto che nei DJ Set utilizzassi, a far da collante fra un pezzo e l’altro, l’espressione “Capito?” scandita da Jerry Calà».

Che cosa suonerai domani sera?
«Anzitutto tengo a precisare che sarà un onore, per me, chiudere una bella rassegna come Joevinyle Showcase. E poi deciderò i brani all’ultimo momento, scartabellando fra i dischi che mi porterò appresso. Se c’è una cosa che non ho mai fatto e mai farò è predisporre la classica scaletta».