Se cercate la tranquillità anche in vacanza, fra le destinazioni ideali c’è sicuramente la Bretagna. Situata all’estremo nord-ovest della Francia, è una penisola collinare che si protende verso l’Oceano Atlantico. La lunga costa frastagliata, ospita località balneari come la raffinata Dinard e Saint-Malo, cinta dalle mura e costruita sulle rocce del Canale della Manica.

Regione dalla spiccata identità, quella bretone, che si distingue per la cucina a base di frutti di mare, i paesaggi costellati da scogliere, foreste, siti archeologici e menhir. Dinan è una tappa da non perdere, famosa per il suo castello del 14° secolo e il centro storico dall’impronta medievale con i caratteristici vicoli e le case a graticcio dalle intelaiature lignee collegate fra loro. Passeggiando lungo la Grand’Rue, ho avuto modo di scoprire le prelibatezze dello chef David Monnier, 34 anni, originario di Saint-Malo. Il suo non è un ristorante come tanti altri, bensì una gastronomia e una pasticceria d’alto livello.

David inizia la sua carriera a 16 anni, con un biennio d’apprendistato in una macelleria. 18enne, si perfeziona come chef di gastronomia a Rennes da Pascal Joly, “Meilleur Ouvrier de France “. Membro dell’Académie Nationale de Cuisine e dei Toques Françaises, raccoglie la chance di cucinare al Palais de l’Élysée di Parigi, la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Francese. Nel 2022, subentra a Jacques e Françoise Cormerais nella gestione di questa boutique in pieno centro che si trasforma in David Monnier Traiteur – Pâtisserie – Charcuterie.

Durante la mia vacanza qui, Monnier è riuscito a deliziare non solo il mio palato ma anche la mia vista grazie ai piatti che una volta scelti ho placidamente gustato al B&B. Fra le squisitezze che ogni giorno mette in vetrina non solo per la gioia dei vegetariani ma anche dei buongustai di carne e pesce, vi consiglio le tartare (2 salmoni, capesante con mela, branzino e orata con coulis di mango); i pâté in crosta di 3 volatili (pollo, faraona, anatra e foie gras); la terrina di campagna (tipica pietanza a base di carne di maiale mescolata con manzo o anatra e arricchita di erbe aromatiche, spezie e talvolta cognac o brandy); le insalate, che spaziano dal taboulé orientale (grano germogliato o bulgur, prezzemolo, menta, pomodori, cetrioli, cipollotti, limone, olio extravergine d’oliva) a quella antillese (cipolla, pompelmo rosa, papaya, avocado, pomodoro, lattuga, ananas, arancia, lime).

Nota a parte per la migliore choucroute de la mer che abbia mai assaggiato (crauti serviti con una varietà di pesce, patate cotte nel burro, vino bianco) e per la golosa tartelette au citron. E già che siamo nell’ambito della pâtisserie, tentatrice anche per i più disciplinati, la scelta è ampia fra crostatine al caramello, burro salato, cioccolato e fava tonka ; Virgin Mojito, il dessert analcolico; entremêt alla vaniglia grand cru, ossia il dolce composto da più strati e consistenze: base, mousse, parte croccante, componente fruttata, il tutto racchiuso da un ulteriore strato di mousse.

© Eleonora Tarantino 2025

E i prezzi? Vista la cucina extra gourmand, potreste ipotizzare cifre proibitive. Au contraire, si va dagli € 8 per gli antipasti ai 12 delle pietanze fino ai 4.50 riservati ai dolci. Allo chef David Monnier va senz’altro riconosciuta un’ammirevole onestà… Chapeau !