A Berlino, dove negli anni 70 David Bowie incise a ridosso del Muro gli ellepì Low e “Heroes” eternizzandoli, sono bastati 1 voce e 1 pianoforte per rendergli omaggio nel modo più toccante.

La voce – e il suono del gong balinese – appartengono al berlinese Christian Emmerich, classe 1959, in arte Blixa Bargeld, fondatore nel 1980 dei rumoristi Einstürzende Neubauten e fra il 1983 e il 1984 militante nei The Cavement di Nick Cave; il piano – supportato sporadicamente da riverberi d’elettronica – è di NikolaiNikkoWeidemann, classe 1961, di Colonia, compositore (sono sue le musiche della serie tv Babylon Berlin) e ideatore della Moka Efti Orchestra col sassofonista Sebastian Borkowski.

Blixa Bargeld

Copertina in bianco e nero come “Heroes” e identico lettering, l’autoprodotto Ep Sings David Bowie (su Cd e su Lp) denuda, prosciuga, teatralizza 4 composizioni bowieaneHelden, versione in tedesco di Heroes (1977); Where Are We Now?, dall’album The Next Day (2013); la strumentale Subterraneans, che chiude Low (1977); Lazarus, tratta da Blackstar (2016) – evidenziando uno stile che cita l’Espressionismo tedesco.

Sgranata dai tasti del pianoforte, intonata senza enfatico eroismo da Blixa Bargeld, Helden compie il miracolo di non far rimpiangere i sintetizzatori della versione originale puntando tutto sul kabarett da Opera da tre soldi marchiata Brecht & Weill. Impostazione che viene ribadita, in modo più decadente, dal crooning che ben sottolinea Where Are We Now?. E la memoria corre fatalmente alla voce di Marlene Dietrich

Ragionando invece di musica classica contemporanea, Subterraneans viene denudato ma al contempo resta fedele al pathos primigenio, incluso l’inaccessibile testo (“Share bride failing star/care-line/care-line/care-line/care-line riding me/Shirley, Shirley, Shirley, own ”) creato da Bowie utilizzando la tecnica del cut-up caro a William S. Burroughs. Liturgico e insieme epico, intonato da Bargeld alla maniera di Nick Cave, il testamentario Lazarus è infine il capolavoro di questo mini album destinato, da qui in avanti e poi per sempre, a mostrare tutta la sua empatica grandezza.