Molto spesso “ snobbato ” da una certa intellighènzia per la sua presunta o reale vicinanza al Fascismo, il Movimento Futurista è stato nel corso degli anni riscoperto e rivalutato. A dare nuova voce a questa corrente artistica, nella splendida cornice di Palazzo della Meridiana, a Genova, c’è Futurismo che raggruppa pensieri e opere di grande rilievo per il capoluogo ligure.

Barbara, Aeropittura, 1938
© Archivio Barbara Futurista
Curata da Simona Bartolena con la collaborazione di Armando Fettolini, fino al 12 luglio 2026 la mostra approfondisce il 2° Futurismo, capitolo meno indagato ma altrettanto importante. Le opere rivolgono un’attenzione particolare agli anni 20 e agli anni 30, con la Liguria che ebbe un ruolo significativo nello sviluppo del Movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti, che ne espose il Manifesto nel 1909. Di fatto, fu una terra futurista che vide le esperienze precoci di Sexto Canegallo e di Giuseppe Cominetti; e Genova, non a caso, fu definita dallo stesso Marinetti «la città futurista per eccellenza» insieme a La Spezia, a Savona e ad Albisola, che diventarono centri di questa rete culturale vivace e articolata.
Il sodalizio artistico diede vita a una nuova stagione espressiva e comunicativa che influenzò movimenti affini che si svilupparono in Russia, in Francia, negli Stati Uniti d’America e in Asia. Una vera e propria rivoluzione nel campo dell’arte ma anche nel cinema, nella letteratura, nella musica, nel teatro, nella moda, nella pubblicità, nella danza, nella fotografia e perfino nella gastronomia.

Cesare Andreoni, Sintesi di giro aereo d’Italia, 1931, collezione privata
Grazie alla collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Genova, la Wolfsoniana, la Galleria Campari di Sesto San Giovanni (MI), archivi d’artista e importanti collezioni private, le sezioni tematiche vi accompagneranno alla scoperta di un Futurismo differente, diffuso, sorprendentemente attuale. Molto interessante il capitolo dedicato all’aeropittura, espressione emblematica degli anni 20 e degli anni 30 dove il volo e la visione dall’alto diventano simboli di modernità e di slancio verso il futuro.

Tato, Stormo, 1930, collezione privata
Enrico Prampolini, Fillia, Gerardo Dottori, Tato, Barbara e un esordiente Bruno Munari. I bozzetti pubblicitari di Giacomo Balla; gli Intonarumori di Luigi Russolo; le pitture visionarie di Fortunato Depero; le ceramiche di Albissola legate a Tullio Mazzotti; gli arazzi MITA/Manifattura Italiana Tappeti Artistici; lo spazio riservato a Campari, esempio emblematico del nuovo rapporto fra arte e comunicazione, sono solo alcuni esempi di questa mostra che potrebbe sembrare anacronistica ma che al contrario rappresenta un’interessante icona del periodo storico-artistico che in quegli anni propose una visione ampia e originale dell’arte italiana.
Futurismo
Fino al 12 luglio 2026, Palazzo della Meridiana, Salita San Francesco 4, Genova
tel. 0102541996
