È una delle più grandi, prestigiose mostre che mai siano state dedicate a Mark Rothko (al secolo Marcus Rothkowitz, di origini lettoni, naturalizzato americano), l’indiscusso maestro dell’Espressionismo Astratto insieme a Jackson Pollock, Willem de Kooning, Clyfford Still e Franz Kline. Intitolata Rothko a Firenze (il 1° incontro con la culla del Rinascimento risale al 1950, durante un viaggio in Italia insieme alla moglie Mell), fino al 23 agosto 2026 celebra a Palazzo Strozzi e nelle 2 speciali sezioni al Museo di San Marco e alla Biblioteca Medicea Laurenziana colui che attraverso il colore ha reso palpabile una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela.

Mark Rothko
(1903-1970)
© Henry Elkan/Courtesy The Rothko Family Archive
Curato dal figlio Christopher Rothko e da Elena Geuna, il percorso espositivo si snoda cronologicamente dagli anni 30 e 40, caratterizzati da quadri figurativi che dialogano con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni 50 e 60 contraddistinti dalle tele astratte, colme di poesia e di spiritualità. Oltre 70 opere in totale, provenienti da collezioni private e da prestigiosi musei internazionali come il MoMA e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate Gallery di Londra, il Centre National d’Art et de Culture Georges-Pompidou di Parigi, la National Gallery of Art di Washington.

Da Palazzo Strozzi alla città, dunque. Coinvolgendo 2 luoghi particolarmente cari a Rothko: il Museo di San Marco, che riapre il suo intero percorso coinvolgendo la Sala del Beato Angelico riallestita con 5 suoi lavori esposti in altrettante celle affrescate dall’artista quattrocentesco; e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, con altre 2 opere che dialogano con lo spazio progettato da Michelangelo.

«Mio padre desiderava che gli osservatori dei suoi dipinti sperimentassero la stessa esperienza religiosa che lui aveva provato mentre li realizzava», ha dichiarato Christopher Rothko. «Ispirato dai suoi viaggi a Roma e a Firenze, quell’elemento spirituale ha acquisito ancora più centralità. In tutta la mostra abbiamo allestito sale intime dove l’interazione personale con le opere viene massimizzata e valorizzata dalla loro risonanza con le storiche sale».

Mark Rothko ha ridefinito il linguaggio della pittura del secolo scorso trasformando ogni colore in esperienza, spazio, meditazione. Rothko a Firenze rappresenta così un progetto unico nel suo genere, nato dal bisogno di offrire un incontro profondo con la sua ricerca attraverso le principali fasi di una carriera straordinaria. Solo così, la potenza silenziosa di quelle tele potrà continuare a confrontarsi con la storia della città che le ospita.

© Ela Bialkowska
OKNO studio
Rothko a Firenze
Fino al 23 agosto 2026, piano nobile di Palazzo Strozzi (piazza degli Strozzi); Museo di San Marco (piazza San Marco 3); Biblioteca Medicea Laurenziana (piazza di San Lorenzo 9), Firenze
tel. 0552645155
Catalogo Marsilio Arte, € 50
