Blue Note Milano esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Ornella Vanoni, una delle voci più emblematiche e raffinate della musica italiana. Ornella ha lasciato un’eredità artistica di straordinaria profondità, attraversando epoche e generi musicali con eleganza e libertà d’espressione. Oggi Blue Note Milano si unisce all’abbraccio corale del mondo dello spettacolo, celebrando il suo talento e il suo spirito libero che continueranno a ispirare musicisti e ascoltatori.

Ornella Vanoni
(1934-2025)

«Ornella Vanoni veniva spesso al Blue Note, anche solo ad ascoltare i concerti, e non di rado veniva invitata dall’artista sul palco e regalava al pubblico momenti di grande musica», sono le parole di Daniele Genovese, Direttore Generale di Blue Note Milano. «Ha lasciato un segno indelebile nella storia del nostro club, dove la sua presenza ha sempre portato eleganza, autenticità e un amore sconfinato per la musica dal vivo».

«Ornella era la nostra regina: non solo della musica italiana, ma anche del jazz e della bossa nova», commenta Nick The Nightfly, Direttore Artistico di Blue Note Milano. «Il suo stile, la sua eleganza e il suo modo di essere artista vivono nella storia del Blue Note con Ornella Vanoni Live al Blue Note, l’indimenticabile album del 2010. La sua voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria vivranno senza fine nel mio cuore e in quello del pubblico del Blue Note di Milano».

«Oggi mi è tornato alla mente un ricordo preciso di lei», ricorda Andrea De Micheli, Presidente e Amministratore Delegato di Casta Diva Group, azienda proprietaria di Blue Note Milano. «Sono le 7 di sera del 24 marzo 2018, siamo in via Borsieri a Milano. È l’ultima tappa della celebrazione dei primi 15 anni del nostro locale e fuori c’è un assembramento: Toquinho sta per inaugurare la nuova Wall of Fame, imprimendo l’impronta delle mani in una piastrella di cemento fresco che sarà poi posta sulla parete esterna del club. Proprio in quel momento, vedo arrivare la Vanoni con un’amica. Ornella (allora 84enne) guarda con indifferenza la folla e ci passa attraverso come se non esistesse. Il mio socio di allora (non capirò mai perché) le si avvicina dicendo: ‘Buonasera signora, sa che questo locale è nostro? ‘. Lei lo guarda come se avesse parlato un paracarro, si volta e gli fa con divina freddezza: ‘Complimenti! ‘ Poi si volta verso l’amica e dice: ‘Andiamo a bere! ‘, ed entra nel bar accanto al Blue Note».

«Più tardi la vedo al concerto, ospite speciale di Toquinho», prosegue De Micheli, «che in un coup de theatre che affascina il nostro pubblico la invita sul palco dove improvvisano un duetto innamorato cantando La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria. La sua voce sembra quella di una ragazza, gli applausi sono travolgenti, tutto il pubblico è in piedi. Lei accenna un inchino con la testa e con leggerezza scende dal palco, aiutata da un nostro tecnico, e torna al tavolo alzando il suo cocktail in segno di saluto».

Conclude De Micheli: «Grazia, ironia, eleganza, modestia, regalità. In poche parole: la classe di una figlia della buona borghesia milanese shakerata senza fine con le canzoni della mala, la samba e tornando al Blue Note il jazz di artisti come Gil Evans, Herbie Hancock, George Benson, Ron Carter. Una ragazza di 91 anni capace di navigare con leggerezza, qualsiasi tempo che fa».