Girato in bianco e nero da Gianfranco Rosi («Ho scelto di farlo per guardare e raccontare in modo essenziale. Filmando tra il mare, il cielo e il Vesuvio, ho scoperto un nuovo archivio del vero e del possibile»), Premio Speciale della Giuria all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il documentario Sotto le nuvole sviluppato dal regista insieme a Carmelo Marabello e a Marie-Pierre Müller, si svolge fra il Golfo di Napoli e le pendici del Vesuvio.

Gianfranco Rosi mentre riprende il Vesuvio
«Ho vissuto per 3 anni all’orizzonte del vulcano cercando le tracce della Storia, lo scavo del tempo, ciò che resta della vita di ogni giorno», ha dichiarato il regista. «Ho raccolto le storie nelle voci di chi parla, ho scrutato le nuvole, i fumi dei Campi Flegrei».
Osservando e narrando l’umanità che vive all’ombra del vulcano, Rosi è così riuscito a tramutare luoghi e scenari in un mosaico di storie. Napoli, il Golfo, Pompei, Ercolano, la Circumvesuviana e il sottosuolo, sono così diventati la cornice di un racconto che intreccia vite diverse l’una dall’altra.

C’è ad esempio Maria, la conservatrice del MANN/Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che ogni giorno si prende con dedizione cura delle antiche statue. Ci sono i vigili del fuoco, chiamati a rassicurare una popolazione abituata a convivere con le scosse sismiche. C’è un maestro di strada, che a Torre Annunziata offre un doposcuola ai ragazzi in difficoltà. Inoltre, Rosi ha incontrato giovani marinai siriani che trasportavano il grano dell’Ucraina lungo una rotta fra le più pericolose al mondo; un gruppo di archeologi giapponesi impegnati nello studio delle rovine; le forze dell’ordine, chiamate a contrastare l’attività dei tombaroli per proteggere il patrimonio ancora nascosto.

E ancora, a punteggiare Sotto le nuvole compaiono sale cinematografiche abbandonate: tracce di una memoria collettiva che testimoniano scelte e abitudini del passato, contrapposte al presente. Il MANN è diventato così un luogo simbolico, l’archivio vivente di un mondo cancellato dal vulcano e stratificato sopra un altro mondo ancora vivo: quello romano, arcaico e pagano. Qui, passato e presente non sono solo archeologia e storia, ma vita resiliente.

