Tratto da un racconto della raccolta Se scorre il sangue di Stephen King, The Life of Chuck è un delicato e potente inno alla vita diretto da Mike Flanagan, già regista di Il gioco di Gerald (2017) e Doctor Sleep (2019). Diviso in 3 atti solo all’apparenza slegati, il film trova la sua unità nella celebre frase di Walt Whitman, «Io sono immenso. Io contengo moltitudini», che diventa il filo conduttore della narrazione.

Il 1° atto ci mostra l’umanità di fronte a una serie di devastanti catastrofi naturali. Il pianeta si disgrega in diretta: l’asse terrestre si è spostato provocando terremoti apocalittici, il distacco della California dagli Stati Uniti, inondazioni globali e scenari degni dei peggiori incubi. Eppure la vita continua: casa, lavoro, piccoli piaceri resistono nonostante tutto. Mentre i suicidi aumentano, cresce anche il numero di coppie che tornano insieme, spinte dal bisogno di vicinanza. In questo contesto seguiamo le vite del professor Marty Anderson (Chiwetel Ejiofor) e della ex moglie Felicia (Karen Gillan), una delle ultime infermiere rimaste operative in città.

Nel 2° e nel 3° atto facciamo invece conoscenza con Charles Krantz (Tom Hiddleston), per gli amici Chuck. I cartelloni che celebrano i suoi “splendidi 39 anni di vita” compaiono ovunque nelle città americane, Chuck è un uomo qualunque, la cui esistenza viene raccontata mentre un tumore al cervello in fase terminale lo costringe a letto. Attraverso una serie di flashback, riviviamo la sua infanzia segnata dalla perdita dei genitori, l’affetto dei nonni che l’hanno cresciuto, i primi amori, le esperienze, i rapporti umani che hanno contribuito a definirlo. Ciò che più colpisce è la sua speciale capacità: saper apprezzare ogni cosa che la vita gli offre, senza rimpianti né ossessioni per il passato. Chuck, semplicemente, è felice di esserci.

Con la sua intensa e misurata regia, Mike Flanagan trasforma il racconto di Stephen King in 1 film che commuove e che sorprende, sostenuto da musiche capaci d’amplificare le emozioni senza mai risultare invadenti. The Life of Chuck ci invita a riflettere su quello che conta davvero: il tempo, l’amore, la memoria, la bellezza nascosta nella quotidianità. Perché ogni vita, anche la più ordinaria, custodisce un piccolo o grande miracolo.