Quando l’Estate in Alto Adige comincia piano piano a sfumare nei colori dorati dell’Autunno, Merano si fa dolce nel foliage ma non solo: anche in tavola. Dove l’Italia e la Mitteleuropa amano infatti incontrarsi, è fiorita una tradizione dolciaria che mescola con grazia il gusto alpino con le influenze viennesi e asburgiche. E Merano, con il suo fascino liberty e il suo charme indossato con leggerezza, è lo scenario ideale per assaporare il meglio di questa eredità.

Strudel di mele
© Alex Filz

Fra i protagonisti di queste golose atmosfere non può certo mancare un grande classico: lo strudel di mele, magari servito tiepido con una spolverata di zucchero a velo e accompagnato da panna montata o salsa alla vaniglia. Dolce che racconta l’anima contadina e casalinga dell’Alto Adige, punta su 1 degli ingredienti più diffusi ed emblematici di questa terra, il frutto di Eva. Accanto a questa specialità semplice, ma capace di conquistare ogni palato, c’è il capolavoro della tradizione austroungarica: la Sacher, torta viennese per eccellenza con la sua copertura di cioccolato fondente e il delicato strato di confettura all’albicocca.

Sacher
© Tommy Hetzel

C’è anche una dolcezza più discreta, ma profondamente identitaria, che merita un posto d’onore fra le golosità locali: il cuore di castagna, in tedesco Kastanienherz. Si tratta di un dessert a base di purea di castagne e cioccolato, creato nel Dopoguerra per una festa di fidanzamento in quel di Bolzano, che ha subito conquistato il cuore (appunto) degli altoatesini. La preparazione prevede castagne bollite, zuccherate e schiacciate fino a ottenere una purea modellata a forma di cuore, poi ricoperta da uno strato di cioccolato fuso, il tutto completato con panna montata. Un dolce intenso e autunnale, perfetto per raccontare la stagione che avanza ma anche per stupire con la sua innata eleganza rustica.

Kastanienherz

Oltre a Sissi, c’è altro di regale nei menù meranesi: il Kaiserschmarrn. Nome che racconta già una storia, derivando dal tedesco Kaiser, “Imperatore ”; e Schmarrn, termine colloquiale che significa “pasticcio ”. Letteralmente, è la “frittata dell’Imperatore ” e si dice fosse fra i dessert preferiti da Francesco Giuseppe d’Austria (1830-1926). È una specie di crêpe spessa e soffice, preparata con una pastella a base di uova, farina, latte, zucchero. Una volta cotta, viene spezzettata grossolanamente in padella e leggermente caramellata con il burro fino a raggiungere una consistenza dorata e irresistibile. Servito caldo, viene spolverato con zucchero a velo e accompagnato da confettura di ribes, mirtilli rossi o salsa di mele. Il contrasto fra la dolcezza dell’impasto e l’acidità della frutta, crea un equilibrio perfetto. Al pari di altri dolci tradizionali come gli Strauben, con cui condivide l’amore per lo zucchero a velo e l’arte del comfort food di montagna, il Kaiserschmarrn è considerato un simbolo dell’arte pasticcera alpina.

Kaiserschmarrn

Chiudono il percorso gli irrinunciabili Marillenknödel, ossia i canederli dolci all’albicocca. Diffusi nella cucina austriaca (in particolare a Vienna), in quella boema, morava e triestina, trovano una loro autentica versione anche nelle valli altoatesine, dove sono considerati un prodotto agroalimentare tradizionale. Il nome deriva dal termine austriaco Marillen, “albicocche ”, coltivate in zone vocate come la Wachau (vallata austriaca) e la Val Venosta. Insieme ai loro cugini ai frutti di susina, i Marillenknödel offrono una dolce esperienza che unisce il gusto pieno della frutta alla consistenza morbida dell’impasto. Un altro esempio, fra i tanti, di come a Merano il dolce sappia essere cultura, memoria e gioia.

Pasticceria meranese
© Tommy Hetzel