Art

Opere al telefono

Stop. Ripassate più in là. A coronavirus piacendo, auspichiamo più prima che poi riapriranno musei e spazi espositivi messi in lockdown dal Dpcm del 4 novembre 2020. Sicchè anche le mostre True Fictions – Fotografia visionaria dagli anni 70 ad oggi e Atlanti, ritratti e altre storie ri-ospiteranno il pubblico di Reggio Emilia ma non solo a Palazzo Magnani e a Palazzo da Mosto. Nel frattempo, però, c’è la progettualità di varie iniziative che avrete l’opportunità di fruire a distanza: talk, visite virtuali, interviste e incontri online con il curatore Walter Guadagnini, il direttore Davide Zanichelli e gran parte dei giovani fotografi e dei maestri inseriti nelle 2 collettive, visibili sul sito e nei canali social della Fondazione Palazzo Magnani.

Sandy Skoglund, Fox Games, 1989, courtesy Paci Contemporary Gallery

In più, dall’11 novembre al 23 dicembre 2020 ogni mercoledì dalle 17 alle 19 potrete ammirare gli scatti di True Fictions in maniera alternativa, divertente, originale. Sarà infatti attivo, in quella fascia oraria, l’iniziativa Opere al telefono liberamente ispirata alle fiabe che lo scrittore e pedagogista Gianni Rodari (1920-1980) raccontava telefonicamente alla figlia lontana. In buona sostanza, avrete la possibilità di “entrare” dentro le fotografie confrontandovi con 1 degli esperti della Fondazione al quale potrete rivolgere quesiti sulle tecniche utilizzate, la biografia degli artisti e i progetti da loro realizzati, senza trascurare aneddoti legati alle immagini, idee che sottendono ogni progetto, verità e finzioni nascoste da queste particolari immagini.

Alexia Fiasco-Pascale, My Mother, Wife Of Capeverdian, Received Portrait From France, 1990, © Alexia Fiasco 2018, courtesy Galerie Number 8

Vi sarà sufficiente sfogliare il catalogo che troverete sul sito, selezionare la foto che più vi desta curiosità e telefonare allo 0522/444446 macchè fiduciosi, più che certi che dall’altra parte del filo – si diceva così, una volta – una voce amica sarà ben lieta di trasportarvi in una realtà altra: quella dell’opera che avrete scelto.

Lory Nix, Library, 2007, from “The City” series, courtesy Paci Contemporary Gallery

True Fictions, vale la pena ricordarlo, dalla A di Emiliy Allchurch alla Y di Miwa Yanagi passando per star dell’obiettivo quali David Lachapelle, Cindy Sherman, Erwin Olaf, Tracey Moffatt, Andres Serrano e Paolo Ventura, propone scatti di staged photography, ossia la tendenza che a partire dagli anni 80 ha letteralmente rivoluzionato il linguaggio fotografico raggiungendo vertici di fantasia e di creatività (pesci rossi che invadono le stanze, cascate di ghiaccio nei deserti, Marilyn Monroe e Lady D che fanno shopping e altre situazioni paradossali, oniriche, ingannevoli) che sembravano appartenere solo al cinema e alla pittura.

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