È bastato che Madonna – e non solo lei – lo indossasse qualche volta in pubblico, che il basco si è trasformato in un accessorio must have della stagione invernale. Sì, il tondo, largo, morbido e castigato copricapo di lana che calcato un po’ di sbieco sulla fronte è storicamente una sorta di divisa per la fiera popolazione basca: da Bayonne a Bilbao, lungo la Costa Atlantica; da Urrugne a Vitoria-Gasteiz, ai piedi dei Pirenei.

Madonna

La tradizionale calotta che gli spagnoli chiamano boina e i baschi txapela, vanta un lungo pedigree quanto a testimonial autorevoli, in fatto di stile. Lo indossava la stilista Coco Chanel durante le sue vacanze a Biarritz; il romanziere Ernest Hemingway a Pamplona, nella Festa di San Firmino; il Duca di Windsor, ogni volta che si recava in villeggiatura a San Sebastián.

Coco Chanel

Anna Piaggi, la sacerdotessa della Moda con la maiuscola e consulente di Vogue, nel 1998 gli ha dedicato la seconda pagina del lussuoso libro Fashion Algebra ricordando il fatto che fosse nato in un piccolo paese della provincia di Gipuzkoa come Cristòbal Balenciaga Eizaguirre, il celebre stilista spagnolo figlio di una famiglia piuttosto povera il cui padre, José Balenciaga Basurto, faceva il pescatore. Cristòbal, che aveva conosciuto fin da piccolo il duro lavoro, amava definire la boina «the natural hat», il cappello per antonomasia amato dagli artisti, utilizzato dai militari e sfoggiato in rosso nelle occasioni speciali.

Ernest Hemingway

Boinas Elósegui, fondato a Tolosa nel 1858, unico cappellificio ancora in attività nei Paesi Baschi, ha saputo coniugare artigianalità e innovazione ottenendo i suoi inimitabili baschi realizzati con le migliori materie prime nel rispetto della sostenibilità ambientale e sociale. D’altronde, questa icona culturale che ha rivoluzionato la moda ha il pregio di far emergere quella personalità che ognuno di noi si porta dentro.