Ultimo appuntamento a Parma di Intersezioni & Next Generation, la rassegna di danza contemporanea curata da Monica Casadei. Gli stucchi settecenteschi del prestigioso Palazzo Marchi hanno reso ancora più preziosi 4 momenti coreografici. Ad aprire la serata, nella Sala delle Feste, l’ardita performance intitolata That’s All, interpretata e ideata da Davide Tagliavini, produzione della Compagnia Artemis Danza, sound design affidato a Emanuele Nanni.

That’s All
© Claudio Montanari

Tagliavini si è presentato in scena a torso nudo, calzoncini da boxeur e calzettoni bianchi bordati da un pizzo in stile Louis XIV. In una wunderkammer satura di gestualità e di danze, dentro un ring immaginario ha avuto inizio una sfida e una lotta con un avversario invisibile. Stupore e ironia, nei riguardi della danza classica, si sono interfacciati con il corpo e con le parole scandite ossessivamente in inglese, in  francese, in italiano. Noi spettatori, attraverso l’energia di Tagliavini, ci siamo immersi in un contorto sfinimento alla faticosa ricerca dell’equilibrio, fra squilli di trombe rossiniane e melodie morriconiane.

Davide Tagliarini, Eleonora Tarantino, Michele Pogliani, Philippe Kratz
© Susanna Vasè

Con Etude #18, sottolineato dalla sublime musica minimalista di Philip Glass, l’MP3 Dance Project si è invece affidato ad Agnese Trippa e a Nicolò Troiani che hanno eseguito la coreografia di Lucinda Childs. Le note hanno accompagnato un elegante pas de deux in mise di seta, che con movimenti leggeri ha tratteggiato quelle figure geometriche, ipnotiche e ripetitive che sono tipiche delle creazioni della celebre danzatrice newyorkese.

Dusk
© Eleonora Tarantino

Il Nuovo Balletto di Toscana ha quindi presentato Dusk: coreografia, luci e costumi di Philippe Kratz. Matteo Capetola e Matilde Di Ciolo hanno danzato sulle musiche per organo della compositrice svedese Anna von Hausswolff, traendo spunto da Aspettando Godot di Samuel Beckett, l’allegorìa della precaria condizione dell’uomo contemporaneo il quale attende un avvenimento all’apparenza imminente, che nella realtà non accadrà mai e nulla si fa affinché possa realizzarsi. Fra parole inizialmente esternate fino al labiale, la danza si è concretizzata in una rappresentazione fonetica introducendo i coraggiosi e complicati passi in “slow-motion ”, fra luci e ombre, con i corpi a intersecarsi fino a intercettare posture sospese.

Etude #6
© Susanna Vasè

Etude #6, altra creazione dell’MP3 Dance Project, ha chiuso in bellezza la serata affidandosi nuovamente ad Agnese Trippa e a Nicolò Troiano, con la coreografia di Michele Pogliani. Ulteriore omaggio all’arte compositiva di Philip Glass, ha visto la coppia fasciata in una sottile maglia grigia che come una seconda pelle ha aderito sui loro corpi nudi, inclusi i volti. Danzando sinuosi, Agnese e Nicolò hanno dato vita a figure soprannaturali e oniriche, accompagnati dalle cristalline e ripetitive note del pianoforte glassiano. Applausi scroscianti, nel finale, per tutti i protagonisti.