«Ho la strana sensazione che nessuno è stato vecchio prima di me»
Con questa dichiarazione tanto semplice quanto sorprendente, Erri De Luca ci porta nel cuore del suo nuovo libro, L’età sperimentale (Feltrinelli, Collana I Narratori, 128 pagine, € 17). Un titolo che è già una dichiarazione d’intenti: la vecchiaia non è una fine ma un tempo nuovo tutto da esplorare. Qualcosa che, fino a questa generazione, nessuno aveva vissuto in modo così attivo e consapevole.
La cosiddetta terza età, sostiene De Luca che di recente ha presentato la sua opera al CIDAS Silver Festival di Ferrara, non è un archivio di ricordi bensì un laboratorio che ci dà l’opportunità di scoprire parti di noi stessi ancora sconosciute. È un tempo per allenare il corpo e la mente guardando avanti: poiché la grande intuizione di questo libro è che coloro che hanno superato i 70 anni possono – e forse devono – continuare a scrutare l’orizzonte. Proprio come fanno i giovani.

Erri De Luca
“In questa età da cima del bosco vedo lontano, scorci di futuro, non il mio, quello senza di me”. Le immagini che l’autore sceglie sono forti e poetiche. Parla di una risalita nel bosco, dove tra le conifere la luce filtra a fatica. Salendo, però, gli alberi si diradano e dinnanzi ai nostri occhi si spalancano le radure. C’è più luce. Come se il trascorrere del tempo, anzichè spegnere, illuminasse.
L’età sperimentale è anche un dialogo con l’amica stilista Inès de la Fressange dove si alternano riflessioni, aneddoti, liberi pensieri. E ancora: “La vecchiaia di chi mi ha preceduto non mi fa da modello e non mi prepara a niente”. Il messaggio è 1 solo: la terza età non ha modelli da seguire; e forse è proprio questo a renderla così interessante. Nessuno ci può preparare a questo momento, perché per ogni corpo è la prima volta. E come ogni prima volta, merita di essere vissuta e non solo ricordata.

© Sandro Capatti
Quello di De Luca è uno sguardo nuovo, originale, eppure familiare. Non c’è retorica, non c’è malinconìa ma solo consapevolezza che anche il tempo che sembra meno “produttivo ” può racchiudere in sé energia, possibilità, voglia di fare. Da anziani ci si può dedicare alla scrittura, alla montagna, all’affetto dei nipoti o semplicemente a noi stessi: «Lo slancio del tempo accumulato», lo definisce lo scrittore e giornalista napoletano. Una frase che non potrà non rimanerci impressa.

