Prima nazionale al Teatro Regio di Parma per Verdi/Shakespeare: Trilogia della brama, il nuovo progetto firmato da Monica Casadei per Artemis Danza che sancisce il legame decennale fra la coreografa ferrarese (parmigiana d’adozione) e la città, con un’intrigante evoluzione nel suo percorso artistico.
Dopo 15 anni trascorsi a scandagliare empaticamente il destino delle grandi eroine del melodramma (da Traviata a Tosca X, fino a Carmen K, spesso in prima linea con i centri antiviolenza), Monica ha infatti ribaltato la prospettiva: stavolta, il focus si è spostato sulla bramosìa maschile, “ centrifuga emotiva ” generata dal Male. Otello, Macbeth, Falstaff: 3 giganti shakespeariani e verdiani che mostrano il precipitare della loro psiche. Non c’è redenzione in questo inedito lavoro al maschile, dove la forza dell’ensemble di Artemis Danza ha rielaborato il tema dell’ambizione psicotica sotto lo sguardo di una società morbosa.

Il sipario si apre su un’esperienza visiva totalizzante. 3 gigantesche tele dominano la scena, animate dal live painting di Giuliano Del Sorbo che con ampie pennellate di nero e di oro evoca i fantasmi del dramma. La colonna sonora di Fabio Fiandrini (che rielabora con grande effetto gli inserti verdiani) accompagna il contrasto fra l’anima bianca di Desdemona e la furia maschile. Un drappo rosso sullo sfondo e i ballerini a torso nudo, avvolti in rosso e 1 di essi in nero a viso coperto, si muovono in un rituale tribale che sembra interminabile. Irrompono danzatrici in platea, anch’esse a volto coperto da un pizzo nero. Il corpo esanime di Desdemona viene innalzato in un tragico rito sacrificale, specchio fedele degli odierni femminicidi.

Nel segmento dedicato a Macbeth, la danza incontra invece la parola drammaturgica. Savino Paparella, attore milanese, dà voce e corpo alla trama interpretando i testi di Alessandro Gallo. In scena c’è solo Macbeth, privato della sua Lady, abbandonato nella notte successiva al misfatto. I 19 danzatori si muovono in gilet e pantaloni neri come un solo corpo, tragico e possente, trasformandosi nei fantasmi e nelle ossessioni che tormentano la mente del Re usurpatore.
Spetta all’opera buffa chiudere per così dire il cerchio. Le note di Giuseppe Verdi tornano prepotenti grazie alla presenza del quartetto NEXT della Toscanini Academy: Rosita Piritore al pianoforte, Isabel Suarez ed Eoin Setti ai sassofoni, Leonardo Badiali alle percussioni. Mentre dall’alto scendono lentamente i costumi teatrali sulle note di Tutto nel mondo è burla, la riflessione sui drammi di ieri e di oggi si scioglie in una festa carnevalesca in pieno stile verdiano, dove a ridere della rovinosa caduta del protagonista sono le comari in un gioco che vede la società farsi beffe dell’onnipotenza umana ormai sconfitta.

Spettacolo senza dubbio forte, “ incarnato ” ed espressivo. Merito soprattutto di quei corpi volanti e ginnici che hanno dato lustro alla danza contemporanea: Angelo Attila, Alessandro Bonacina, Sabino Barbieri, Monica Castorina, Elena Cecchetti, Raffaele Coppola, Arianna Cunsolo, Sally Demonte, Sabrina Di Pietro, Alfonso Donnarumma, Chiara Falzone, Costanza Leporatti, Enrico Luly, Minami Michiwaki, Mattia Molini, Federica Nuti, Christian Pellino, Carlotta Quercetani, Gianluca Testaverde.

© Eleonora Tarantino
Verdi/Shakespeare: Trilogia della brama ha confermato Monica Casadei voce fra le più lucide e coraggiose, capace di utilizzare il movimento per entrare nei meandri più oscuri e pulsionali dell’animo umano. La conclusione della serata ha visto Artemis Danza scatenarsi, indossando colorati costumi ottocenteschi in una gioiosa performance nel Tutti gabbati del Falstaff. Ha “ giocato in casa ” la Compagnia, affrontando i rischi di una produzione complessa e ambiziosa, ma l’obiettivo di conquistare il pubblico è stato pienamente raggiunto. Il merito è andato anche alla pregevole sinergìa visiva e artigianale, valorizzata dai costumi realizzati dal Teatro Regio di Parma e dal Corso di Alta Sartoria.
