Cosa succede quando 2 instancabili esploratori dell’arte decidono d’incrociare i propri cammini, partendo da 2 isole diverse per ridisegnare i confini del panorama sonoro globale? La risposta è nel memorabile concerto a cui abbiamo assistito lo scorso 17 maggio al Teatro Regio di Parma. 2 giganti assoluti dell’avanguardia e dell’improvvisazione, il trombettista sardo Paolo Fresu e il violoncellista siciliano Giovanni Sollima (qui sopra, nella foto di Stefano Celiberti), si sono incontrati per l’evento conclusivo della Stagione Concertistica curata dalla Società dei Concerti di Parma.

Paolo Fresu
© Davide Miglio
Alle loro spalle, carriere fatte di curiosità e di un rifiuto totale verso ogni barriera stilistica. Se Fresu ha saputo innestare la linfa della sua Sardegna nella nouvelle vague del jazz europeo attraverso formazioni storiche, progetti speciali e blitz nel teatro e nella letteratura, Sollima si è confermato il compositore italiano più eseguito al mondo: un innovatore capace di suonare nei contesti più inaspettati: dai grandi templi della musica classica internazionale, fino al deserto del Sahara e alle sperimentazioni con gli strumenti di ghiaccio.

Giovanni Sollima
© Francesco Ferla
Il loro progetto, FS: in viaggio, scardina le canoniche barriere fra i generi musicali. Il titolo stesso evoca il fascino delle vecchie linee ferroviarie e l’idea del movimento perenne. Non a caso, descrivono la collaborazione come un vagone carico di suoni, proteso fra la purezza dell’acustico e le suggestioni dell’elettronico che raccoglie idee, scambi, dialoghi spontanei. Una sorta di viaggio in prima classe che sceglie però d’accomodarsi sui sedili in legno d’una volta, riscoprendo il sapore della tradizione più autentica. Abbiamo assistito a un’interazione spontanea e profonda: da un lato, il lirismo avvolgente e la sensibilità poetica della tromba e del flicorno di Fresu; dall’altro, la travolgente energia ritmica, la teatralità e l’eclettismo di Sollima. Risultato: sguardo rivolto al futuro tecnologico, ma piedi ben saldi nell’artigianale purezza dei rispettivi strumenti.

In scaletta, una dozzina di brani immersi in un fumoso e cupo scenario con suggestivi fasci di luce a lambire il palcoscenico. Ad alternarsi sono state anzitutto le composizioni di Fresu (fra cui M’u, Ad As, Hope e A solo!) in un costante scambio di partiture fra flicorno, tromba e le corde di Sollima. Quest’ultimo, ha fatto risuonare la voce vibrante di 1 piccolo violoncello cremonese a 5 corde, costruito da Francesco Ruggieri nel 1679. All’occorrenza, ha anche imbracciato il Violoncello del Mare a 4 corde, dipinto con il tricolore nazionale e costruito con i legni delle barche dei migranti recuperate grazie al progetto dell’Orchestra del Mare.

Il concerto ha alternato momenti d’intenso lirismo e di calore melodico. Alle cifre stilistiche del suono di Fresu, si sono contrapposte l’energia ritmica e la sperimentazione timbrica tipiche di Sollima. Particolarmente toccanti i pezzi Ukraine National e Anthem, omaggio all’incontro con i ragazzi del Conservatorio di Kiev. A impreziosire ulteriormente la performance il brano Qadak Al Mayyas col suo respiro mediorientale, nonché una sublime Tarantella di Giulio De Ruvo rivisitata con maestrìa. In questo caso, il suono incalzante della tromba di Fresu ha sposato l’abilità dell’archetto di Sollima, le cui nocche hanno fatto vibrare – a mo’ di percussioni – la cassa del Violoncello del Mare. Le composizioni di quest’ultimo hanno poi guadagnato la scena con Citarruni e Waves, dove il Maestro è riuscito con bravura a suonare in contemporanea i suoi violoncelli frustando le corde con l’archetto, mentre Fresu echeggiava fulminee punzecchiature sonore dal suo strumento a fiato.

© Eleonora Tarantino
FS: in viaggio non è stata una semplice esibizione bensì ” un dialogo fra instancabili viaggiatori dell’arte ” all’insegna della continua sorpresa, in grado di spaziare dalle reinvenzioni di partiture barocche alle improvvisazioni su temi popolari, fino alle composizioni inedite scritte per questa fortunata collaborazione. Gran finale con Variazioni sul ballo di Fresu, che ha trascinato il pubblico in un sorprendente bis. I 2 sono scesi in platea, sfidandosi a distanza e poi sempre più vicini, in un sublime vortice di note. Prima di essere travolti da un interminabile, meritatissimo applauso.
