Un viaggio al centro del soul. Un biglietto di sola andata, destinazione la migliore black music negli anni del suo massimo splendore – fra la metà dei 60 e la metà dei 70 – tenendo presente che al comando di questa dolcissima navicella sonora intitolata That Sweet Sweet Music (2 Lp, 1 Cd) non c’è un pilota qualsiasi ma addirittura PaulModfatherWeller: uno che quando gli parli di musica nera… te la spiega come nessun altro.

Paul Weller

26 brani attentamente selezionati da lui, che ripercorre il proprio passato. Quando, giovane mod, girava per negozi di dischi alla caccia di rari singoli da trasferire sulle musicassette C90 per godere a getto continuo quelle favolose black emotions. Weller, fra l’altro, quando militava nei Jam si mise a “coverizzareHeat Wave di Martha Reeves and The Vandellas (1963, scuola Motown) per poi inserirla nel 1979 nell’album Setting Sons; e si ricorda perfettamente di quando, negli anni 90 in un record shop a Leicester, sborsò la bellezza di 70 sterline per Search For The Inner Self (incluso in questa raccolta), il 45 giri che Jon Lucien incise nel 1971.

In scaletta, qui, non ci sono artisti d’alta classifica come James Brown o Aretha Franklin, ma pura archeologia soul. Vi segnalo, fra le perle più brillanti, una Breakaway spaccacuore dei Valentines, lo strumentale Spanish Twist degli I. B. Special alias The Isley Brothers e una sperimentale, originalissima Summertime di Billy Stewart, che dà sfoggio delle sue stupefacenti doti vocali.

Un album prezioso, insomma (Paul non solo ne ha scritto l’introduzione, ma il modo con cui l’ha curato fa sì che ogni singolo istante scorra come un fiume in piena), da conservare con tanta dolcezza e tanto amore. La nitida istantanea di un periodo storico che non ritornerà mai più, ma che è assolutamente vietato dimenticare. Ah… questa dolce, dolce musica soul!