Music

Trees – Trees / 50th Anniversary Edition (Fire/Earth Recordings)

Once Upon A Long Ago, cantava nel 1987 Paul McCartney – con tanto di comparsata al Festival di Sanremo l’anno seguente, in playback. C’era una volta molto tempo fa un mondo che grazie ai Fairport Convention, ai Pentangle e agli Steeleye Span – volendo, anche grazie ai Led Zeppelin – portò nella scena britannica già ricca di tanta, bella musica nuova (Beatles, Rolling Stones, Kinks, Who, Donovan, Incredible String Band, Cream, Pink Floyd, Traffic…) vibrazioni di folk revival contaminato con il rock. Ed è proprio in questo contesto che vanno inquadrati i Trees, effimera ma decisamente interessante band che nel biennio 1970-71 regalò 2 album che in questi giorni trovano ripubblicazione nel boxset Trees (50th Anniversary Edition), 4 Cd/Lp che rimettono in fila la storia del gruppo londinese.

La prima cosa che balza all’occhio della formazione è proprio lo schema Convention-Pentangle-Span di avere una cantante donna, Celia Humphris nella fattispecie – scelta chiaramente mutuata da chiunque dei citati dai Jefferson Airplane, forti in origine di Signe Anderson e poi, naturalmente, di Grace Slick. Poi, il tiro acid folk con dentro tanto dei Fairport ma pure dei Pink Floyd più impalpabili (Remember A Day, Grantchester Meadows, Cirrus Minor), di Donovan, del Pentangolo e della Incredible String Band, 50 anni dopo mantiene intatto il proprio fascino. Ed è quanto vien fuori dallo splendido 1° album, The Garden Of Jane Delawney (1970) – opera a dir poco vibrante fra pezzi originali, quasi tutti del bassista/cantante Bias Boshell, come proprio il brano guida, Nothing Special e Snail’s Lament (fairportiano fin nel midollo); nonché i notissimi traditional Glasgerion e soprattutto She Moved Thro’ The Fair, spettacolare negli oltre 8 minuti di Pentangle meet Zep. Un classico che riemerge dalle nebbie del tempo: appropriarsene è quasi un obbligo.

Nel 1971 toccò a On The Shore, meno interessante rispetto all’esordio ma sempre di più che discreto livello – e che almeno in 3 episodi brilla di luce propria, vedi gli oltre 10 minuti di Sally Free And Easy che reinventano un vecchio brano del folksinger brit Cyril Tawney; il traditional Polly On The Shore (fatalità, fra gli altri ripreso nel 1973 dai Fairport in Nine); e le digressioni prog di Fool. Merita un cenno a parte il traditional scozzese Geordie, molto noto grazie a Paul Clayton, Joan Baez, Shirley Collins, fino al nostro Fabrizio De André che ne fece una sua versione nel 1966, in duetto con Maureen Rix. La versione dei Trees, incredibilmente, fu usata come sample nella title track di St. Elsewhere (2006) dei Gnarls Barkley, l’estemporaneo duo hip hop formato da CeeLo Green e Danger Mouse. Quando si dice “mondi paralleli” che, inaspettatamente, il destino ha voluto si fondessero.

Il boxset, oltre a 1 paio di gadget e a 1 libro con foto e note varie comprese quelle del celebre stand-up comedian inglese Stewart Lee (inaspettato fan del gruppo), è completato da 2 Cd/Lp, intitolati Fore & After. Lì dentro troverete demo, alternative mix, BBC sessions e registrazioni del 2018 a Londra in occasione di una reunion al famoso Cafe Oto – il tutto a perfetto completamento del quadro Trees, che a long ago diede frutti maturi e succosi al punto giusto. Alberi da riscoprire.

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