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Teenage Fanclub (Ferrara Sotto Le Stelle, 11 giugno 2019)

Non poteva che essere la perfetta cornice del festival Ferrara Sotto Le Stelle ad accogliere i Teenage Fanclub, band scozzese di assoluto culto. La manifestazione della città-gioiello emiliana è tra le migliori d’Europa nel saper unire contemporaneità e qualità della musica, come dimostrano i tanti concerti cui abbiamo assistito in questi anni: dai Pixies a Beck, dai Raconteurs agli LCD Soundsystem, per citarne solo alcuni. Loro, il gruppo cult che dicevamo, idealizzato anche nelle pagine dello scrittore Nick Hornby (Alta fedeltà, Febbre a 90°, Un ragazzo), nonostante un’acustica non proprio impeccabile hanno ripagato con un concerto di bel power pop figlio dei Byrds epoca Gene Clark, Big Star, Beatles pre Rubber SoulRevolver, Kinks e Beach Boys. Tutt’altro che effetto seppia-nostalgia, bensì con un bell’approccio in sincrono coi tempi che corrono.

Norman Blake e Raymond McGinley di recente hanno avuto la loro bella gatta da pelare. Potremmo dire un serio trauma, dal momento che lo storico compagno Gerard Love, bassista e compositore essenziale nell’economia artistica dei ragazzi di Bellshill, ha dato forfait dopo 30 anni di militanza. La scusa è una non meglio identificata insofferenza agli aeroplani e ai lunghi spostamenti, come accadde tanti anni fa agli “Uccelly” con fratello Gene. Peccato.

Dopo lo slot dei Be Forest, giovane gruppo pesarese dedito a frequenze musicali di chiara derivazione UK anni 90 fra dream pop e shoegaze, arrivano i cavalieri della nobile terra di Scozia, con tutto il loro fardello di fanatici pop rock; e subito mettono in chiaro il modo della serata con About You e Start Again: suoni potenti e colorati, fatti di quel Bandwagonesque di cui sono stati esegeti negli anni 90, ispirati da tutto il college rock yankee del decennio americano precedente. Stargli dietro è un vero spasso, insomma, al suono di piccoli inni da cantare a squarciagola, se fossimo in Scozia, in qualche pub o in qualche loft virato alternative lounge: Everything Is Falling Apart, Catholic Education, Alcoholiday, Baby Lee, My Uptight Life, The Fall, fino all’inevitabile Everything Flows – i migliori tasselli di una setlist di una ventina di brani che ha appagato gli accorsi, con pochi casuali avventori e molti per lo più con lo sguardo di chi da mo’ ha negli occhi la scompigliata modalità funclub adolescenziale. E loro, i piccoli Nick Lowe/Elvis Costello scozzesi, tutto ciò lo cavalcano senza indugi.

Foto: © CoolMag

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