Secondo le ultime previsioni meteorologiche di TempoItalia.it, il cambio di passo inizia già da oggi, 21 settembre 2026, quando la temperatura (prima avvisaglia della stagione autunnale che s’avvicina) si appresterà a scendere in modo ragionevolmente più deciso.

L’Anticiclone delle Azzorre si spacca. La dinamica in atto

Nel corso di questa settimana l’Anticiclone delle Azzorre è destinato a spaccarsi. Da ovest viene attaccato da una fortissima area di bassa pressione centrata nel mare a Sud dell’Islanda, collegata a una perturbazione diretta verso l’Europa Occidentale. L’indebolimento dell’alta pressione favorisce così l’arrivo di aria instabile proveniente dai Balcani e dalla Russia Europea, spinta da un promontorio anticiclonico che si posiziona proprio sulla Russia e spinge aria fresca verso Occidente. È una novità rilevante: per la prima volta in questa fase l’aria fresca viaggia da Est verso Ovest.

La goccia fredda e l’evoluzione prevista fra martedì 22 settembre e il fine settimana

Il passaggio più interessante potrebbe arrivare a partire da domani, quando una prima discesa d’aria fredda si muoverà verso l’Europa Sudorientale, interessando soprattutto l’area balcanica. In questa fase, l’Italia resterebbe solo marginalmente coinvolta. Ma la situazione può evolversi con rapidità: un 2° impulso freddo, infatti, potrebbe agganciarsi alla circolazione depressionaria presente sull’Europa Orientale, favorendo l’isolamento di una goccia fredda che in seguito potrebbe muoversi verso Ovest puntando in direzione dello Stivale, portando aria decisamente più fresca e condizioni più instabili.

Resta comunque necessaria una certa prudenza: a questa distanza temporale, anche piccoli spostamenti nella posizione delle figure bariche possono modificare sensibilmente la traiettoria del nucleo freddo; e poche centinaia di chilometri possono significare, per alcune regioni, la differenza fra un coinvolgimento diretto e un effetto marginale. È dunque prematuro parlare già oggi di un peggioramento generalizzato. Se però la configurazione dovesse confermarsi, il contrasto fra l’aria fresca in arrivo in quota e quella ancora mite sul Mediterraneo potrebbe favorire lo sviluppo di nuvolosità e precipitazioni, anche a carattere temporalesco nelle aree più esposte, in una fase d’instabilità diffusa attesa fra il 23 e il 26 settembre.

Le regioni più esposte: temporali e calo termico da Nord a Sud

Le regioni coinvolte con maggior possibilità dai temporali sono la Lombardia, il Piemonte orientale, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, tutto il Centro Italia, la Campania e il Sud. I fenomeni saranno probabilmente più intensi sul settore adriatico, in Romagna, nelle Marche, poi in Puglia e forse anche in Toscana. Le Isole Maggiori, la Sardegna e la Sicilia restano invece ancora calde, coinvolte dall’aria che arriva dal Nord Africa mentre il Nord Italia, in particolare le zone adriatiche, sarà più esposto alle nuove masse d’aria fredda. Il calo termico interesserà soprattutto i valori massimi, più marcato nelle zone raggiunte direttamente dalla massa d’aria fredda.

Non è la fine dell’Estate. Lo sguardo va già a ottobre

Non significa che l’Estate sparirà all’improvviso, né che l’Autunno prenderà definitivamente il sopravvento. Le dinamiche atmosferiche restano molto variabili, con rapide alternanze tra fasi fresche e nuove parentesi miti. Il segnale, comunque, è oggi più consistente rispetto alle precedenti elaborazioni dei modelli matematici. E merita d’essere seguito con attenzione. Spingendoci oltre, verso i primi giorni d’ottobre, fra le Isole Azzorre e il Portogallo potrebbe formarsi una bassa pressione dal carattere simil-tropicale, situazione tipica di fine estate e inizio autunno in quel settore d’Oceano. Se dovesse concretizzarsi, questa figura richiamerebbe verso l’Italia aria calda, localmente molto calda, con valori comunque in linea con la climatologia d’ottobre. Saranno i prossimi aggiornamenti dei modelli matematici a chiarire la traiettoria definitiva della goccia fredda, l’entità del raffreddamento e le zone del Paese maggiormente coinvolte.