Diretto, co-sceneggiato e prodotto da Nicolas Winding Refn, ambientato in un infernale mondo futuristico, Her Private Hell è lo sconcertante thriller presentato fuori concorso all’ultimo Festival di Cannes, dove si è meritato 10 minuti e più d’applausi da chi non aveva lasciato anzitempo la sala.

L’attrice Elle (Sophie Thatcher) vive ai piani alti del lussuoso Tower Hotel, in una città inquietante sempre avvolta da una fitta nebbia. Una sera trova ad attenderla Hunter (Kristine Froseth), un’influencer eccitata all’idea di condividere il proprio tempo con la giovane star. Elle, infatti, oltre a recitare è figlia del noto regista Johnny Thunders (Dougray Scott). Quella sera c’è anche Dominique (Havana Rose Liu), la matrigna diventata la moglie di suo padre.

Il rapporto fra le 2 donne è tutt’altro che cordiale ed Elle brucia di rabbia, simulando indifferenza. Dopo una prova di abiti da indossare per Candy Floss, il nuovo film fantascientifico di Thunders che le vede tutt’e 3 protagoniste, sarà proprio il regista a raccontare loro di Leather Man, lo spirito assassino con i guanti tempestati di diamanti che massacra giovani donne e può essere sconfitto solo mozzandogli le mani.

Rimaste da sole, Elle e Hunter assistono inermi a un suo omicidio. Eppure, nonostante tutto, la serata prosegue in un crescendo di festini e di uccisioni che si placherà solo nel finale. Parallelamente alla storia di Elle seguiamo le tracce del soldato americano Private K (Charles Melton), convinto di aver perso la figlia per mano di Leather Man. Perciò non smette di dargli la caccia in un percorso diabolico di scontri con la polizia, Yakuza (la mafia giapponese) e criminali d’ogni sorta.

Se gli attori coinvolti sono tutti molto bravi, la fotografia e le luci sono impeccabili, i costumi quasi interamente in pelle e gli omaggi a registi del calibro di Dario Argento, Brian De Palma, David Lynch e Kenneth Anger palpabili e più che riconoscibili, l’estetica del film (accompagnato dalle musiche di Pino Donaggio) è chiarissima, mai ammorbidita, molto anni 70, con figure geometriche che si stagliano in uno scenario cupo e surreale.

Per quanto riguarda la trama, si confonde tra mondo reale (comunque surreale) e mondi virtuali o alternativi (che assomigliano molto a quella che dovrebbe essere la realtà). Per gli appassionati d’arte, Her Private Hell è un film da non perdere: con poche aspettative sulla trama e sui dialoghi, molte sui conturbanti effetti visivi.