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Uno Bianca
Nicola Manzan
Bologna Violenta
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Bologna Violenta - Uno Bianca (Woodworm)

di Stefano Bianchi

Umore: CRIMINALE

Ha iniziato nel 2005 violentando i suoni, ispirato com’era dagli Anni ‘70 dei films poliziotteschi. Nel 2010, con Il Nuovissimo Mondo ha clonato le colonne sonore dei cosiddetti “mondo-movies”. Nel 2012, con Utopie e piccole soddisfazioni ha caracollato dalla musica classica al rumore nudo e crudo. Dietro alla sigla Bologna Violenta (sottotitolata Il declino della musica contemporanea) c’è Nicola Manzan, classe 1976, trevigiano, diplomato in violino e polistrumentista. Che il “copyright” della musica criminale sia nelle sue mani compositive, lo dimostra il titolo del nuovo disco: Uno Bianca. Cioè la banda di 5 poliziotti + 1 civile guidata dai fratelli Roberto e Fabio SaviDietro la Uno bianca c'è soltanto la targa, i fanali e il paraurti. Basta. Non c'è nient'altro», rispose quest’ultimo a un giornalista che ipotizzava che dietro a loro si celassero i servizi segreti) che dall’87 al ’94 inondò di sangue Bologna e dintorni compiendo 103 colpi fra distributori di benzina, caselli autostradali, banche e supermercati per un raggelante totale di 24 persone uccise e 102 ferite. Uno Bianca è un “concept album” dai risvolti neo-prog che ripercorre in 27 tappe altrettanti brutali avvenimenti, come riportato dagli atti processuali.

Si comincia da Pesaro, mezzanotte del 19 giugno 1987, con la rapina al casello A-14 (i fratelli Savi si avvicinano in macchina. Entrano nel casello in retromarcia a folle velocità. Mettono a segno il colpo con il motore fuorigiri. Fuggono in autostrada) per finire a Rimini, ore 20 del 29 marzo 1998, con il suicidio di Giuliano Savi (vinto dalla vergogna, il padre di Roberto, Fabio e Alberto si ammazza ingerendo psicofarmaci all'interno della Uno bianca di sua proprietà). Il tutto sonorizzato in modo estremo e “dark”, abbandonando la “forma canzone” a favore di un’immaginaria colonna sonora resa ancor più drammatica dall’utilizzo degli archi. Sicchè (tornando al prologo e all’epilogo) se Pesaro è un fulminante attacco sonico, Rimini svela uno struggente assolo di violino incorniciato da arpeggi e sublimato da un crescendo sinfonico. 30 gennaio 1988 – Rimini: rapina supermercato Coop scandisce invece un caotico avvilupparsi d’energia elettrica, mentre 20 aprile 1988 – Castelmaggiore: attacco pattuglia Carabinieri è un cortocircuito di heavy metal e sinfonismi. E ancora, transitando da un crimine all’altro, impossibile non farsi annichilire dal mordi-e-fuggi rock di 6 ottobre 1990 – Bologna: rapina tabaccheria; dalle commoventi musiche gitane di 23 dicembre 1990 – Bologna: assalto campo Rom; dal ritmo magmatico di 19 giugno 1991 – Cesena: rapina distributore; dalle martellanti accelerazioni di 18 agosto 1991 – San Mauro a Mare: agguato auto senegalesi; dal “noise” ragionato di 7 ottobre 1993 – Riale: rapina banca… Intanto, le campane a morto risuonano pesanti. Ricordando le follie di quei giorni listati a lutto.

www.bolognaviolenta.com


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