Umore:
FISCHIETTANTENoi,
viscerali appassionati di musica, quando mettiamo sul piatto un
disco piuttosto che un altro lo facciamo perchè rispecchia il nostro
stato d’animo. Per cui, cari musicologi di CoolMag, voglio sottoporre alla vostra attenzione un
artista a cui va tutta la mia
stima: non solo per la
maestrìa delle sue
composizioni, ma per il
benefico effetto che esercitano sui miei “
ever changing moods”.
Quincy Jones,
jazzista emerito, è innamorato della vita. Nessuno me l’ha mai detto, eppure so che è così. Lo capisco ogni volta che ascolto i suoi dischi con quei
suoni curati fin nei
minimi particolari, quegli
spartiti che ti entrano subito in testa (
canticchiabili,
fischiettabili,
mai banali), quella gamma di
melodie così
struggenti e
rassicuranti. Prendete
Quincy Jones explores the music of Henry Mancini, di fresca ristampa, e assisterete a un
miracolo: le partiture di
Henry Mancini (quello della
Pantera Rosa, per intenderci), che finiscono nelle mani di Quincy Jones per poi uscirne
risuonate,
lucidate,
restituite a nuova vita. In una parola: "
quincyjonesizzate". Dalla prima (
Baby Elephant Talk) all’ultima (
Peter Gunn), passando per
Days Of Wine And Roses,
Moon River e (ovviamente)
The Pink Panther.
Quando si pensa a un
artista poliedrico, viene spontaneo pronunciare il nome Quincy e il cognome Jones (classe
1933):
musicista,
compositore,
arrangiatore,
produttore discografico,
direttore d’orchestra,
attore cinematografico e
televisivo, con
oltre mezzo secolo di
carriera alle spalle e
26 Grammy Awards più il
Grammy Legend Award vinto nel
'91. Eppure, nonostante il
curriculum, il genio di
Chicago è conosciuto al grande pubblico solo per aver prodotto l'
album più venduto della storia, cioè
Thriller di
Michael Jackson, e coprodotto (con
Michael Omartian) il “
charity single”
We Are the World. E allora mi piace l'idea di segnalarvi questo disco,
piccolo gioiello inciso nel
’64 e sconosciuto ai più, che nelle biografie a lui dedicate forse compare di sfuggita e con poche righe di commento. Ma credetemi: se volete approfondire la
conoscenza di una delle più grandi
intelligenze musicali che la
black music abbia mai prodotto, partite proprio da questi
12 pezzi. Non ve ne pentirete.
www.ververecords.com www.quincyjones.com